16 Novembre 2008 | Balcani

Andiamo sull’Olimpo!

Andiamo sull’Olimpo!

La sede degli dei

Vanda Panić – Dopo la nostra spedizione dell’anno scorso quando siamo saliti sulla montagna più alta dei Balcani, Rila, e la sua cima Musala, ci chiedevamo perché non salire anche su un’altra montagna balcanica, l’Olimpo in Grecia e la sua vetta massima Mitikas che raggiunge 2.917 metri di altezza. Dal momento che non vi erano ragioni impedienti, abbiamo deciso di partire.

Durante questa avventura abbiamo visitato i famosi monasteri delle Meteore, fatto il bagno nel mare Egeo, saliti sulla terza cima dei Balcani, il Vihran (2.944m), sulle montagne del Pirin in Bulgaria e infine festeggiato coi nostri amici bulgari fino a notte fonda per poi doversi alzare la mattina presto il ritorno a casa. Ma partiamo dall’inizio.

L’Olimpo è la più alta e più bella montagna della Grecia che nel 1938 e’ diventata sede del Parco nazionale del Monte Olimpo.

Il primo tentativo di conquistare la vetta dell’Olimpo è stato nel 1862 da parte del ricercatore Heinrich Bart, ma senza successo. Solo nel 1913 la spedizione composta dl greco Christos Kakalos e da due svizzeri, Frederic Boissonas e Daniel Baud-Bovy, è riuscita nell’impresa. Sull’Olimpo ci sono 46 cime oltre i 2000m e 47 cime superiori ai 1000 metri di altezza.

Andando alla città di Litohor, da dove parte l’ascesa all’Olimpo, ci siamo fermati a Skoplje, dove abbiamo visitato la vecchia parte della città e cenato in uno dei ristoranti a base di cucina tradizionale, mentre la mattina del giorno seguente abbiamo bevuto il primo caffè nella parte nuova della città. Skoplje ci ha sorpresi per la sua diversità culturale, davvero molto interessante.

Proseguiamo lungo la valle di Vardar e campi di girasoli verso la Grecia.

Devo ammettere che la Macedonia mi ha impressionato, sia per la sua natura che per la gente. E’ davvero un peccato che non abbiamo potuto visitare anche i suoi laghi, ma questo ce lo siamo lasciati per un’altra occasione.

Nel pomeriggio siamo arrivati a Litohoro, per poi spostarci ancora 18 chilometri verso la montagna, fino a rifugio “Prionija”, l’ultimo punto raggiungibile con la macchina.

Ci siamo preparati, abbeverati di acqua fresca dalla fonte e verso le 17,30 siamo partiti verso la baita “A”. La salita fino alla baita è semplice, boscosa, la strada larga con le panchine per riposarsi e dopo due ore e mezzo di camminata siamo arrivati. La persona che ci ospita parla un buon inglese, come più o meno tutti i greci. E’ possibile effettuare la prenotazione tramite internet alla pagina web http://www.mountolympus.gr/. Il pernottamento costa 12 euro, ti offrono una grande varietà di cibo e si possono trovare anche altre cose utili, tipo mappe ecc.

Alle 22,00 si spengono le luci, e che meraviglia alzare lo sguardo verso il cielo notturno
Mentre stiamo salendo sulla cima dell’Olimpo, che si trova alla nostra destra, abbiamo la sensazione che si possono vedere alcune persone sedute sulla montagna. La strada è relativamente facile, piena di bei paesaggi.

Prima si giunge alla vetta Skala (2866m), e prima di arrivare alla cima la strada diventa più ripida e bisogna prestare attenzione. Per arrivare a Skala abbiamo impiegato 2 ore e mezza, quel giorno il vento soffiava più forte del solito, quasi volesse tenere lontano i visitatori.

Durante la nostra spedizione in Bulgaria mi sorprendeva il fatto che la gente va in montagna di pomeriggio tardi. La particolarità qui invece è che tutti si inerpicano sulle cime muniti solo di scarpe estive. Quasi mi veniva di togliere i miei pesanti stivali e proseguire scalza…

Da Skala ci sono due strade. Una porta a Skolio (2911m) e l’altra a Mitikas, la cima più alta dell’ Olimpo. Prima saliamo sul Mitikas. La salita è molto ripida. Chi è ben preparato sale in mezz’ora mentre gli altri impiegano più tempo. La sensazione, quando sei lassù accanto a tutti gli antichi dei greci, è favolosa. Ci iscriviamo nel libretto pieno di diverse lingue e alphabeti.

Non mi sorprende il fatto che nessuno tenti l’ascesa dell’Olimpo da nord. Infatti, guardando da qui, una impresa così sembra impossibile. E’ troppo verticale, come se mancasse un pezzo di montagna da questa parte.

Torniamo verso la baita “A”, riprendiamo le cose che non ci servivano per la salita, riposiamo un pò e continuiamo verso la Prionija dove vogliamo passare la notte.

Di mattina andiamo nella cittadina di Litohor. Troviamo taverne, negozi, alberghi; vi è anche un ostello in cui è possibile trovare alloggio a prezzi accessibili.

Da Litohor a Prionija si può arrivare anche a piedi seguendo il canyon e il fiume che lo attraversa. Questo sentiero dura 5 ore ma vale davvero la pena percorrerlo. Incontrerete anche uno splendido monastero del sedicesimo secolo in fase di ricostruzione.
Accanto a questo sentiero, se ne trova un altro più breve che dura mezz’ora ed è molto più battuo dai turisti.

Nelle vicinanze c’è la città di Dion, in cui si trova un grande e meraviglioso sito archeologico. E’ aperto fino alle ore 18.00 e un biglietto costa 4 euro.

Meteori è una regione insolita, caratterizzata da rocce giganti a forma di torri sulle quali sono costruiti monasteri del quattordicesimo secolo. Erano ventiquattro in origine, ma ora ne sono rimasti aperti solo cinque. Alcuni sono diventati musei e il biglietto costa 2 euro.

Siamo andati anche sulle montagne di Pindus e solo lì ho capito che è vero quello che dicono di questo posto. E’ davvero grande, maestoso e impressionante allo stesso tempo. Dopo 3 ore in saliscendi con la macchina siamo riusciti ad uscire e tornare sulla costa.

Nei giorni seguenti abbiamo visitato le città di Greca centrale e nord, godendoci il mare e le specialità culinarie. Abbiamo visitato Larissa, Trikala, Kalambaka, Volos, Platomonas, Katerina e Salonicco e la regione del Pilio, assaggiato cibi come la musaka (con melanzane), gemista (verdure ripiene con riso), spetzofai (le salsicce piccanti con spezie e verdure), souvlaki (spiedini marinati) ecc.

Le spiaggie sulla riviera olimpica sono molto vivaci ma noi decidiamo di rimanere nei quartieri più tranquilli.

Segue il tour bulgaro

In Bulgaria, come prima cosa abbiamo visitato monastero Rožanski. Molto bello, si possono fare foto e all’uscita vi offrono dei dolcetti.

Poi abbiamo deciso salire sul Pirin e la sua vetta più alta Vihran (2.914m). Prima si arriva a Banski, una città che sta crescendo rapidamente. Sopratutto mi è piaciuta la parte vecchia della città, piena di ristoranti tradizionali ed è proprio un piacere perdersi tra questi vicoli. La parte nuova della città è piena di alberghi, appartamenti, e mi è piaciuta meno.

E’ un vero peccato non aver avuto più tempo per stare in questa splendida montagna. La salita al Vihran è davvero semplice e ci vogliono solo 2-3 ore di leggera camminata per arrivarci. Gli ultimi quarantacinque minuti di salita sono un pò più faticosi ma una volta saliti il paesaggio vi appaga e ricompensa. In lontananza si vedono i laghi che sono numerosi in questa montagna.

Dormire in una pensione costa 20 lev mentre il prezzo del rifugio a Vihran non sono riuscita a verificarlo poichè è cominciato a piovere e in fretta e furia siamo partiti verso Sofia.

A Sofia abbiamo incontrato un’amica con la quale abbiamo girato per la città nelle ore notturne. La mattina seguente, dopo colazione siamo andati a visitare il monastero “Baćkovski” dell’undicesimo secolo e la città di Plovdiv.

Alla fine siamo stati invitati ad una festa di compleanno in mezzo a canzoni bulgare popolari, un chitarrista jazz, chiacchere e danze. Sono rimasta leggermente sorpresa dalla varietà di personalità che ho incontrato alla festa: uno lavora in una compagnia di programmatori di software, uno è astrologo, uno sta per laurearsi in scienze politiche, uno fa il fisico, e poi studentesse di canto, un docente di psicologia…. ho capito che ci siamo trovati in mezzo alla giovane élite bulgara che ci ha accolti in con immensa ospitalità.

I prezzi in Bulgaria sono più bassi che da noi in Croazia e questo mi ha fatto piacere. Devo dire che non vedo l’ora di venire di nuovo in questo bel paese.