28 Ottobre 2008 | Balcani

Cronache di Travnik

Cronache di Travnik

Tra storia, letteratura ed ecoturismo

Francesca Rolandi – La citta’ di Travnik deriva il suo nome dalla parola trava, erba, e, per il viaggiatore che arrivi nei mesi estivi, ma soprattutto primaverili, il colore verde di una ricchissima vegetazione e’ la nota dominante. Si tratta di un verde accecante, con diverse gradazioni cromatiche (dai prati, alle foreste di pini, ai boschi di castagni), tutte caratterizzate da una forte luminosita’.

La natura rigogliosa incornicia la cittadina, mentre gli alti monti che si stagliano dietro la fortezza come un muro la proteggono e la isolano in un fondovalle, spazzato durante l’inverno dal vento freddo che soffia dal monte Vlašić e rinfrescato durante l’estate dalla brezza. Come ha scritto Ivo Andrić, premio Nobel per la letteratura nel 1961, “le montagne precipitano lungo le pareti a picco della gola, incontrandosi ad angolo acuto nella valle, che riesce appena a contenere lo stretto fiume e la strada che lo fiancheggia. L’immagine e’ quella di un libro aperto a meta’ le cui pagine, da una parte e dall’altra, sono illustrate da giardini, vicoli, case, campi, cimiteri e moschee”. Andrić a Travnik vi e’ nato e ne e’ stato il cantore, narrando nel suo romanzo, “La cronaca di Travnik”, la vita quotidiana nella cittadina bosniaca durante il periodo che va dal 1807 al 1814; in questo arco di tempo, in cui le alterne fortune delle grandi potenze si accavallano, Travnik, in qualita’ di sede del visir, funge da ponte di collegamento tra Oriente e Occidente e, proprio per questo motivo, la Francia napoleonica e l’Impero austro-ungarico vi inviano dei consoli. Andrić descrive le vite di questi due diplomatici che vivono ai due estremi della citta’, le loro parallele solitudini e il loro senso di estraneita’ al contesto che li circonda, i loro tentativi (a volte grotteschi) di intrecciare rapporti e tessere trame nell’ambiente circostante. Il quadro che emerge e’ quello di una realta’ conservatrice e spesso diffidente verso le novita’, ma non certo provinciale. Gli abitanti di Travnik sono coscienti dell’importante ruolo svolto dalla citta’ e ne sono orgogliosi. Le quattro fedi si intrecciano una con l’altra, come le dominazioni che nei secoli si vengono a sovrapporre.

La Travnik odierna porta in ogni angolo i segni della sua storia, con i suoi aspetti di splendore e di drammaticita’. La fortezza che si staglia sulla citta’ venne iniziata durante gli ultimi anni del regno bosniaco, in funzione antiturca. A tale scopo si rivelo’ inutile, in quanto l’Impero ottomano avrebbe preso possesso dell’area nel giro di pochi anni. La conquista turca della citta’, tuttavia, diede inizio a un periodo di grande splendore per la citta’, che divenne sede del visir. La fortezza, ampliata in epoca ottomana, si e’ conservata a noi in buone condizioni e vi si puo’ accedere attraverso un ponte ad archi che scavalca con un alto dislivello un torrente che scende dalla costa della montagna. Dagli spalti del castello si puo’ godere di una notevole vista che abbraccia tutto il centro storico della cittadina. La principale moschea della citta’, costruita nel 1815 sulle ceneri di un altro edificio di culto distrutto da un incendio alcuni secoli prima, è dipinta a caratteri naturalistici ed è nota per avere il minareto rivolto a est anzichè a ovest. Un altro segno della presenza ottomana in città sono le turbe (tombe dei visir) del XVIII e XIX secolo, presenti nella piazza principale, da poco rinnovata grazie al contributo della città tedesca di Leipzing, gemellata con Travnik.

Per concludere, il visitatore può gustare l’aria fresca e dell’ottimo cibo nei ristoranti che si trovano nel sito chiamato Plava Voda, dove, sulle rive di un impetuoso torrente, può gustare dell’ottima trota allevata in quelle acque. Infine, prima di lasciarsi alle spalle la cittadina, non può esimersi dal gustare i diversi tipi di formaggio che a Travnik vengono prodotti. Oltre al piu’ famoso Travnićki sir (che viene conservato grazie a un’alta salatura, e viene solitamente messo a bagno nell’acqua prima di essere servito), vi sono diverse varietà di formaggi freschi e affumicati e di kajmak. A quel punto forse una rakija verrà di conseguenza, ad accompagnare il cibo, e potrebbe darsi che lo stesso visitatore decida di fermarsi anche per la notte nella graziosa cittadina. A tale riguardo non è difficile trovare una sistemazione, accogliente e confortevole, presso un affittacamere. Per maggiori informazioni si puo’ contattare l’agenzia turistica cantonale, i cui addetti parlano anche inglese e tedesco:
Turistićka zajednica srednjobosanskog kantona
ul. Bosanska 75
Tel/fax:+387 30 511 588
E-mail: tzsbk@bih.net.ba
Web site:www.tz-sredbosne.com.ba