7 Dicembre 2007 | Balcani

Il Sahara croato

Il Sahara croato

Camminando sulla sabbia

Vanda Panić – Sahara croata e’ il sinonimo per la zona che si trova vicino a ƒêurƒëevac, la regione della Podravina in Croazia, famosa per la grande quantita’ di sabbia che la ricopre. Questo teritorio che si estende per 19,5 ettari tra ƒêurƒëevac e Kalinovac, nel 1963 e’ stato proclamato riserva botanico-geografica.

Le distese di sabbia sono di origine fluviale-eolico, create insomma dai detriti trasportati dal fiume Drava e poi, come da consuetudine in questa parte di Podravina, la forte presenza del vento ha fatto il resto, creando delle vere dune, in alcune parti alte piu’ di ottanta metri.

Nei secoli scorsi, la sabbia creava grosse difficolta’ alle colture locali, e inoltre, alla vita quotidiana dei suoi abitanti perchè, oltre a ricoprire le piantagioni, il vento portava la sabbia fin dentro le case. Nel 1891 la popolazione ha incominciato un’opera di rimboschimento con alcuni alberi di acacia e pino, e a piantare diverse specie di erba, tutto con lo scopo di domare l’avanzata della sabbia. Il procceso e’ durato qualche anno, ma alla fine i risultati sperati si sono ottenuti dato che l’avanzata desertificante è stata delimitata.

La poca attenzione da parte delle istituzioni , non deve far dimenticare che dal 1963 la zona e’ considerata una riserva botanica naturale.

Ora, cento anni dopo l’inizio dei primi lavori sistematici che miravano a domare l’avanzata del terreno sabbioso, si sente il bisogno che la riserva torni ad avere una sua spontanea vegetazione, autoctona insomma, anche se sulla sabbia, per conservare sia la ricchezza che, quindi, la diversita’ del paesaggio naturalistico Croato.

La riserva vuole essere rinnovata tagliando gli alberi piantati ormai da più di cento anni, sradicando inoltre i cespugli e gli strati di humus sottostante. Per questo motivo, gli abitanti di ƒêurƒëevac, soprattutto i membri dell’Associazione per l’abbellimento della citta di Roda e gli scout Picoki, si sono offerti volontariamente per la giornata del 22 aprile (la Giornata della Terra), per lavorare direttamente in loco. Ed è così allora che saranno di nuovo visibili le isole sabbiose con la propria vegetazione, caratteristica locale. Dall’anno scorso la riserva fa anche parte del progetto CARDS 2002, finanziato, come è noto, dall’Unione Europea.

Ora cio di cui si ha bisogno, è il mantenimento ed il controllo nel tempo delle aree lavorate e la possibilità di ulteriori interventi nel territorio della riserva. Ma non basta qui. Servono anche altre misure di protezione e prevenzione. Il problema e’ rappresentato infatti dalla continua minaccia della sabbia nei territori più protetti.

Le vecchie distese di sabbia sono concentrate in una piccola regione che si chiama Draganci e si trova vicino la Podravska Sesveta. Qui è ancora possibile trovare tratti di territorio sabbioso sulle cui dune è possibile, magari a piedi nudi, approfittare per un’escursione fuori dal normale, immersi in un tipo di sabbia molto fine che ricorda molto quella del Sahara.