30 Aprile 2006 | Balcani

Il turismo rurale a Prijedor

Il turismo rurale a Prijedor

Prijedor, antica chiesa ortodossa nei pressi di Omarska

Un corso di formazione svoltosi nel 2003 per le aziende agricole

Il corso si è svolto a Prijedor dal 15 al 19 settembre 2003 ed è stato condotto da Elisa Bava e Mirko Montibeller, due ragazzi trentini soci dell’Associazione Tremembè con alle spalle diversi percorsi di formazione sia umana che tecnica. Era inoltre presente Igor Sovilj, un ragazzo di Prijedor, che ha svolto il ruolo di mediatore culturale durante tutti gli incontri e che ha aiutato i due animatori ad ambientarsi e a capire la cultura locale.

Prijedor, antica chiesa ortodossa nei pressi di Omarska

Un corso di formazione svoltosi nel 2003 per le aziende agricole

Il corso si è svolto a Prijedor dal 15 al 19 settembre 2003 ed è stato condotto da Elisa Bava e Mirko Montibeller, due ragazzi trentini soci dell’Associazione Tremembè con alle spalle diversi percorsi di formazione sia umana che tecnica. Era inoltre presente Igor Sovilj, un ragazzo di Prijedor, che ha svolto il ruolo di mediatore culturale durante tutti gli incontri e che ha aiutato i due animatori ad ambientarsi e a capire la cultura locale.
Gli incontri teorici, 5 incontri da 3 ore ciascuno per un totale di 15 ore, si sono svolti presso il centro giovani della città, una struttura molto funzionale sia dal punto di vista dei servizi offerti che da quello della centralità rispetto ai mezzi del trasporto pubblico; i partecipanti non erano infatti tutti di Prijedor; la maggior parte di loro viveva nei paesi e nelle frazioni vicine ed erano obbligati a raggiungere il centro utilizzando l’autobus o comunque la propria automobile.


Esibizione del gruppo folkloristico Osman Djafic di Prijedor in occasione della festa per i quattro anni dell’Agenzia della Democrazia Locale

Parte integrante del corso sono stati i momenti conviviali organizzati al di fuori dell’orario degli incontri e che hanno permesso da un lato di mettere in pratica gli insegnamenti ed i concetti appresi durante le lezioni, dall’altro di contribuire alla nascita ed al consolidamento di rapporti umani e sociali tra i partecipanti al corso. Durante la settimana è stato possibile organizzare due cene, una presso una famiglia contadina serba, l’altra in un paesino bosniaco alla periferia di Prjedor. Questi momenti hanno permesso alle due culture di avvicinarsi l’una all’altra e ai partecipanti di conoscersi meglio. Per capire quanto importanti siano stati queste occasioni basta pensare che una signora è tornata dopo tredici anni nel paese in cui faceva l’insegnante prima dello scoppio della guerra e dal quale era stata costretta ad andarsene a causa degli scontri etnici.
Interessante ed arricchente è stato il fatto che i corsisti erano di etnie diverse (6 donne erano musulmane, mentre gli altri erano serbi-ortodossi). Nonostante tutte queste differenze, all’interno del gruppo si è instaurato un buon clima tanto che alla fine alcuni partecipanti si sono scambiati indirizzo e numero di telefono; inoltre bisogna sottolineare come il programma del corso non abbia dovuto subire modifiche, rischio che in sede di definizione dei contenuti non avevamo sottovalutato.


Il corpo di ballo del circolo culturale Mladen Stojanovic di Prijedor, sempre in occasione della festa dell’ADL

Per quanto riguarda i partecipanti (13), il gruppo si è presentato piuttosto variegato sia in relazione al sesso (hanno partecipato 9 femmine e 4 maschi), sia in relazione all’età (si andava dai 16 ai 59 anni). Questo fatto ha permesso la compresenza di punti di vista diversi che hanno portato un valore aggiunto ai contenuti del corso.
Questa è la lista dei partecipanti: Sabic Slavica, Bujic Dubravka, Dosen Slobodan, Henic Zekia, Brdar Slobodan, Rodic Nevena, Vukic Lubomir, Rubin Radovan, Kadiric Eldina, Kadic Merima, Aliskovic Refika, Hodzic Adnana, Aliskovic Adila.
La metodologia utilizzata durante il corso è stata di tipo partecipativo; non si è voluto seguire un approccio scolastico del tipo studente-insegnante, ma attraverso l’analisi di documenti, di casi studio e di immagini, e l’utilizzo di giochi di simulazione e di ruolo si è cercato di stimolare e favorire un personale e attivo coinvolgimento alla riflessione.
A tutti i partecipanti è stata inoltre fornita una cartellina contenete i materiali e i documenti che hanno costituito i contenuti del corso; il tutto era stato tradotto in serbo-croato da Igor.
Dal punto di vista motivazionale i corsisti si sono mostrati piuttosto attenti e disponibili durante lo svolgimento degli incontri. Basti pensare che il diploma di partecipazione, che si era deciso di dare soltanto a coloro che avessero preso parte ad almeno 4 incontri su 5, è stato consegnato a tutti i partecipanti.
Per quel che riguarda i contenuti, il corso si è rivolto soprattutto agli aspetti critici del turismo in senso sociale, culturale e ambientale; sono stati quindi approfonditi i principi del turismo responsabile, le possibili scelte consapevoli dei viaggiatori; e l’analisi di esperienze concrete di turismo alternativo. Per dare maggior concretezza al corso e per andare incontro anche alle richieste dei partecipanti, si è scelto di utilizzare esempi locali e di ambientare le diverse attività di simulazione proprio a Prijedor.
Si può affermare che gli obiettivi del corso sono stati raggiunti sia per quanto già esposto che per quel che riguarda i risultati pratici: fra i partecipanti infatti un gruppetto si è reso disponibile ad accogliere eventuali turisti che scegliessero di soggiornare in una famiglia e un altro gruppo ha dato la disponibilità per organizzare cene e momenti conviviali.

Turismo responsabile a Prijedor

La rete del turismo responsabile è stata costituita nel 2003 dopo un breve corso di formazione che si è svolto a Prijedor. Gli aderenti alla rete sono soprattutto donne che considerano il lavoro in questo settore come un’opportunità per lavorare a casa, conoscere le culture diverse e allo stesso tempo promuovere la cultura e i valori locali. Alcune famiglie sono disponibili ad accogliere i turisti nelle proprie case (posto letto + colazione), altre invece danno la disponibilità per organizzare cene tipiche. Molte di queste famiglie abitano nei villaggi intorno a Prijedor ed hanno la possibilità di offrire molti prodotti fatti in casa.

Slavica Sabic, Petrov Gaj – Tel. 052 327113
Prepara cibi tipici e mette a disposizione anche due posti letto. Le sue cene sono interamente preparate con prodotti fatti in casa. Per gruppi più numerosi è necessario prenotare almeno un giorno prima.

Dubravka Bujic, Petrovo-Cela – Tel. 052 325594 – cell. 065 452332
Mette a disposizione 4 posti letto ed è anche disponibile a preparare il pranzo o la cena per i suoi ospiti.

Zekija Bosnic, Donja Puharska, D.J. Mise 35 – Cell. 065 480561
Mette a disposizione 4 posti letto.

Sadica Hozic, A. Kuruzovica bb – Tel. 052 360041
Nella sua casa, situata nella parte più belle di Donja Ljubija, ha 6 posti letto.

Zekija Henic, Donja Ljubija bb – Tel. e fax 052 360474 – cell. 065 728476
Mette a disposizione 4 posti letto e una cucina straordinaria.

Mujic Duda e Maksum, Avde Cuka bb – Tel. 052 212578
Nella loro casa vicina al centro della città mettono a disposizione 4 posti letto.

Sekana Crnkic, Senoina ulica 1 – Tel. 052 214751
Disponibile ad offrire 4 posti letto nella sua casa.

Goga Vrucinic, Ahmetovci bb – Tel. 065 465955
Prepara cene tipiche serbe per 8 persone al massimo. E’ necessario prenotare almeno un giorno prima.

Rafia Aliskovic – Tel. 065 951696
Adila Aliskovic
Edina Kadiric – Tel. 065 659417
Merima Kadic
Adnana Hodzic
A Rizvanovici, nella bellissima Ljeva Obala c’è un gruppo di donne disponibile a preparare cibi tipici bosniaci. Per i gruppi (più di dieci persone) le donne preparano assieme l’accoglienza e il cibo. E’ necessaria la prenotazione almeno un giorno prima.

Qualche dato sul Parco nazionale del Kozara

· 3500 ettari di superficie di cui 30 ha ad evoluzione naturale
· 16.000 ettari di riserva di caccia (fonte economica)
· 30.000 visitatori/anno (NB 500 mila, prima della guerra di Bosnia)
· boschi a fustaia di latifoglie mesofile (faggio, rovere, olmo, aceri) e, in alto, conifere
· qualche pascolo nella parte alta
· rete di infrastrutture turistiche con alberghi (distrutti), piccolo ristorante, piccoli skilift, centri sportivi (campi di calcio con oltre 1000 posti letto non in uso per ex campagne di lavoro di studenti)
¬∑ sede di importante luogo di culto/memoria per la battaglia del Kozara, nella seconda guerra mondiale, sfociata in una pesante sconfitta dei serbi ad opera dei nazisti/ustascia croati; è presente un museo, meta importante di turismo scolastico


Nel territorio della municipalità di Prijedor troviamo il parco nazionale del Kozara. Oltre al valore naturalistico (vedi scheda) il monte Kozara ha un grande valore storico legato alle vicende della seconda guerra mondiale. Intorno al Kozara infatti avvenne uno dei principali momenti della resistenza partigiana contro il nazifascismo, nel quale morirono più di 37.000 persone. In ricordo di questo sacrificio è sorto uno dei più grandi monumenti che la vecchia Jugoslavia abbia dedicato alla resistenza.

Referenti

Igor Sovilj, Agenzia della Democrazia Locale Prijedor tel. 00387 65805225

email chanigorhuman@yahoo.com turismo@prijedor.com