5 Ottobre 2009 | Balcani

Kossovo, culla di religioni e cultura

In un percorso di avvicinamento e di conoscenza verso i Balcani, quella parte d’Europa che fatica ad entrare nella grande famiglia dell’Unione Europea e anche nell’immaginario di stati a cui comunemente siamo abituati a pensare, il Kossovo è un luogo che costringe a rivedere le posizioni, e a ribaltare i punti di vista.
Nonostante la guerra si sia conclusa ormai da dieci anni, l’immagine di questo paese rimane ai nostri occhi ancora tristemente legata al conflitto dei Balcani, alla divisione e all’odio tra comunità serba e comunità albanese.

In un percorso di avvicinamento e di conoscenza verso i Balcani, quella parte d’Europa che fatica ad entrare nella grande famiglia dell’Unione Europea e anche nell’immaginario di stati a cui comunemente siamo abituati a pensare, il Kossovo è un luogo che costringe a rivedere le posizioni, e a ribaltare i punti di vista.Nonostante la guerra si sia conclusa ormai da dieci anni, l’immagine di questo paese rimane ai nostri occhi ancora tristemente legata al conflitto dei Balcani, alla divisione e all’odio tra comunità serba e comunità albanese.
Tanti problemi sono ancora irrisolti ma l’immagine grigia e triste che si e’ andata via via costruendo intorno al Kossovo e ai kossovari può essere fuorviante: il Kossovo è un’area in continua trasformazione dal punto di vista economico e architettonico, ma soprattutto da quello sociale; è culla di cultura e religione, di moschee, patriarcati serbi ortodossi, e chiese cattoliche; scenario di montagne, laghi e cascate incontaminate e luogo di lingue e tradizioni diversissime tra loro ma di grande ospitalità; è una effervescente immagine di caos, contrasti, profumi e sapori.
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