25 Settembre 2006 | Balcani

Le radici culturali della Bosnia-Erzegovina – dai Bogomili ai Dervisci

Le radici culturali della Bosnia-Erzegovina – dai Bogomili ai Dervisci

Da sempre terra di confine e frontiera, di incontro tra popoli, religioni e culture diverse, la Bosnia-Erzegovina racchiude in sé tutti i grandi sincretismi di cui è ricca l’Europa.
Guidati dalle letture dei viaggiatori, poeti e storici che per primi ne hanno raccontato la bellezza e l’incanto, ci si immergerà tappa per tappa all’interno di questo paese, con l’obiettivo di far emergere la ricchezza storico-culturale e il grande legame che unisce i Balcani alla nostra parte d’Europa.
Viaggio di conoscenza e ricerca, in sintesi, ma anche stimolo per un arricchimento personale da coltivare autonomamente, terminato il viaggio, attraverso le pagine di un libro.


Da sempre terra di confine e frontiera, di incontro tra popoli, religioni e culture diverse, la Bosnia-Erzegovina racchiude in sé tutti i grandi sincretismi di cui è ricca l’Europa.
Guidati dalle letture dei viaggiatori, poeti e storici che per primi ne hanno raccontato la bellezza e l’incanto, ci si immergerà tappa per tappa all’interno di questo paese, con l’obiettivo di far emergere la ricchezza storico-culturale e il grande legame che unisce i Balcani alla nostra parte d’Europa.
Viaggio di conoscenza e ricerca, in sintesi, ma anche stimolo per un arricchimento personale da coltivare autonomamente, terminato il viaggio, attraverso le pagine di un libro.
Tutto questo attraverso la rete di viaggiareibalcani, per un turismo alternativo e responsabile, per conoscere e divertirsi rispettando culture, storie e luoghi.

Programma del viaggio:

Il ritrovo è fissato a Verona alle ore 7 del mattino. Da qui si partirà per Prijedor viaggiando attraverso la Kraijna. “Dove sono i Balcani?” si è chiesto Paolo Rumiz, concludendo amaramente che “i Balcani sono altrove”. In effetti questa parola è sempre stata associata a termini come barbarie, arretratezza, sede di odi atavici, caos, ma più in generale a qualcosa di altro, inevitabilmente negativo proprio nella misura in cui è incomprensibile e sfuggente. Durante la prima tappa del viaggio si cercherà allora di svelare i molteplici stereotipi che continuano a contraddistinguere quest’area, mettendone in luce limiti e contraddizioni. (Letture da: Todorova, Rumiz, Iveković).
Nel pomeriggio arriveremo a Prijedor, dove si incontreranno i referenti locali dell’Agenzia della Democrazia Locale. In serata cena a base di piatti tipici e pernottamento presso famiglie che aderiscono alla rete del turismo responsabile. La città di Prijedor, situata a una sessantina di chilometri a nord-ovest di Banja Luka, ha rappresentato nell’ultima guerra il simbolo del nazionalismo serbo. A distanza di più di dieci anni, con i suoi ventimila musulmani rientrati Prijedor è diventata la “città del ritorno”. Il pomeriggio sarà quindi dedicato alla conoscenza delle numerose attività di cooperazione comunitaria supportate dall’ADL: esperienze che nascono proprio dalla prossimità, ossia dal radicamento e dalla conoscenza dei contesti in cui si va ad operare, sviluppando relazioni stabili e durature con i territori. (Letture da: Bonomi; Revelli; Magnaghi; Rastello)

Nella mattinata del secondo giorno, dopo una visita al campo di concentramento di Omarska si partirà alla volta di Sarajevo passando per Travnik; l’arrivo a Sarajevo è previsto per il tardo pomeriggio. Capitale della Bosnia sotto l’Impero Ottomano dal 1686 al 1850, luogo di residenza del Visir (massima autorità insieme religiosa e politica) nonché sede della più antica scuola coranica (la Medresa), Travnik è stata per molto tempo uno dei centri culturali più importanti di tutta la regione; in questa cittadina della Bosnia centrale è nato Ivo Andrić, tra i massimi esponenti della letteratura slava novecentesca e premio nobel nel 1961. (Letture da: Andrić, ≈†elimović).

Il terzo giorno è interamente dedicato alla visita di Sarajevo e i suoi dintorni, accompagnati dai referenti locali responsabili inoltre del sito viaggiareibalcani. Forse ha ancora una volta ragione Rumiz quando afferma che quella dei Balcani è soprattutto una grande occasione perduta – una lezione che non abbiamo saputo (o voluto) far propria. In questi tempi di “scontro di civiltà”, la presenza all’interno dell’Europa di un Islam moderato e “laico”, abituato da secoli a convivere con le altre religioni, poteva diventare un punto di forza e dialogo con i paesi Arabi più integralisti. (Letture da: Rumiz, Rastello, Jergović).
Nel pomeriggio, partenza per la Bjelasnica(mezz’ora di strada da Sarajevo) e visita al villaggio di Gorni Lukomir. Poi ritorno a Sarajevo nel tardo pomeriggio, giro nella Bašćaršija e visita ai musei. La sera ultimo giro per la città. (Letture da: Bianchi

La mattina seguente (quarto giorno) si partirà per Mostar. Nel primo pomeriggio, dopo una visita alla città, ci si sposterà lungo la Neretva presso il paesino di Poćitelj, splendido lascito della dominazione ottomana nella regione; impreziosito, a pochi chilometri di distanza, dalla presenza di un’antica tekija, la “casa” dei Dervisci Sufi, massima espressione del misticismo dell’Islam. La sera, tornati a Mostar, è prevista una cena lungo la Neretva ed infine pernottamento da “Meira”. Mostar è la città-ponte per eccellenza, punto di incontro e confluenza tra Oriente ed Occidente, mondo latino e mondo bizantino. Nonostante il lungo assedio, la città conserva ancora intatto l’incanto di un tempo. Passeggiare al tramonto per i vicoli di Kujundžiluk, il vecchio quartiere turco nella parte meridionale riscaldato dai numerosi negozietti, caffè e dagli “aliti mediterranei” che giungono dalla vicina costa adriatica, per poi finire con una cena nei ristorantini che si arrampicano sulle sponde della Neretva, vale da solo l’intero viaggio. (Letture da: Braudel, Matvejević, Rumiz).

Il quinto giorno si attraverserà tutta la Bosnia-Erzegovina in direzione Nord, con destinazione Martin Brod; l’arrivo è previsto nel tardo pomeriggio. In serata cena a base di trote ai ferri presso la locanda di “Pero” e pernottamento dalle famiglie del villaggio. Viaggiare in modo responsabile significa anche ricercare, per ogni luogo, le peculiarità che lo rendono unico, la sua identità di lungo periodo. A Martin Brod è sicuramente l’acqua. Incastonato sotto le cascate del fiume Una, tra torrenti e boschi in un paesaggio di spettacolare bellezza, questo paesino è stato per molto tempo un importante punto di riferimento per gli abitanti della zona: con i suoi cento mulini (ora quasi tutti abbandonati) serviva alla macinazione delle granaglie. Dai paesi attorno i contadini portavano il grano da macinare, e attraverso il sistema della decima (ancora in uso sino agli anni ’50) la popolazione locale traeva la propria sussistenza. (Letture da: Rastello, Marjanovic).

Nella tarda mattinata del sesto giorno ci sposteremo da Martin Brod a Bihać (un’ora circa di strada), dove incontreremo il referente locale per il turismo responsabile che ci accompagnerà a visitare la città. In serata ceneremo e dormiremo nel quartiere di Ružica , presso famiglie. Il quartiere di Ružica, situato alla periferia di Bihać, è da sempre caratterizzato da una forte componente rom che convivono pacificamente con il resto della popolazione bosniaca arrivata negli ultimi decenni. Centro vitale e punto d’aggregazione della comunità è il Dom, il corrispondente di ciò che da noi erano le Case del Popolo, oggi diventato il Centro di Promozione Turistica. Qui si cenerà a base di piatti tipici per poi festeggiare la fine del viaggio danzando sino a notte fonda al ritmo di musiche balcaniche, suonate per l’occasione dalle bande locali.

Il settimo e ultimo giorno partiremo da Bihać per tornare in Italia attraverso la Lika (la parte di Kraijna croata abitata in prevalenza da serbi) con pranzo a base di pesce presso Senj, sulla costa croata. L’arrivo a Verona è previsto per le ore 21.

Scheda Tecnica:

Durata del viaggio: 7 giorni \ 6 notti

Periodo del viaggio: dal 28/10/06 al 03/11/06

Numero dei partecipanti: 7

Mezzo di trasporto: pulmino

Modalità di pernottamento: presso famiglie e case private

Costo: 620 euro a persona ( comprensivi di trasporto, mediatore culturale ed accompagnatore, vitto, alloggio, escursioni, assicurazione collettiva ).

Note di viaggio: in base alla disponibilità dei partecipanti è possibile prevedere un incontro dove i gli stessi avranno la possibilità di conoscersi e dove sarà spiegato loro in maniera dettagliata il programma di viaggio e le sue finalità.

Consigli utili: Sia ottobre che novembre sono mesi tendenzialmente piovosi sebbene non ancora freddi, per cui è consigliato un abbigliamento adatto (scarpe pesanti, impermeabile).

Stampa il programma e la scheda del viaggio

Per informazioni/prenotazioni scrivere a: prenota@viaggiareibalcani.it
Per informazioni scrivere/telefonare a: eugenio.berra@hotmail.it / 3398084928
Per informazioni generali scrivere a: info@viaggiareibalcani.it


Il presente programma può essere soggetto a variazioni, sia prima che in corso di viaggio, in base al clima, alle esigenze dei viaggiatori e delle comunità che ospitano il gruppo di viaggiatori.