10 Giugno 2008 | Balcani

Lo sviluppo turistico nella valle della Drina

Lo sviluppo turistico nella valle della Drina

Là dove il riposo diventa avventura

Denis Kajić – In collaborazione con le municipalità di Srebrenica, Bratunac, Višegrad e Rudo in Bosnia Erzegovina e Ljubovija, Bajina Bašta, Užice e Priboj in Serbia, CARE BH/C ha realizzato un programma che organizzerà questi paesi in una regione turistica, lanciando numerosi progetti legati allo sviluppo turistico. I progetti sono costruiti sulle potenzialità identificate insieme alle municipalità che partecipano ai tavoli di consultazione.

Là dove il riposo diventa avventura
Denis Kajić – In collaborazione con le municipalità di Srebrenica, Bratunac, Višegrad e Rudo in Bosnia Erzegovina e Ljubovija, Bajina Bašta, Užice e Priboj in Serbia, CARE BH/C ha realizzato un programma che organizzerà questi paesi in una regione turistica, lanciando numerosi progetti legati allo sviluppo turistico. I progetti sono costruiti sulle potenzialità identificate insieme alle municipalità che partecipano ai tavoli di consultazione.

Attraverso questi incontri si è rilevata una generale carenza della organizzazione turistica nella valle della Drina. Il programma sarà basato sul rafforzamento delle istituzioni, lo scambio dei saperi e il supporto professionale, usando le metodologie che CARE ha adottato nell’implementazione dei precedenti progetti. Una volta che la regione sarà strutturalmente sviluppata e le capacità funzionanti, il progetto continuerà attraverso la creazione di un prodotto turistico di qualità, che presenterà ciascuna delle 8 municipalità coinvolte nella iniziativa. L’ultima fase del progetto include un supporto finanziario alle municipalità, per favorire la creazione di nuovi posti di lavoro.

Per realizzare il progetto è stata creata TIDA (Turistićka Interregionalna Drinska Asocijacija – Associazione Turistica Interregionale della Drina) che ha presentato il progetto alla Fiera del turismo a Belgrado, ai primi di marzo di quest’anno, e alla conferenza stampa del 22 maggio scorso a Sarajevo.

Il progetto è finanziato da governo olandese / CARE International