30 Agosto 2011 | Balcani | turismo culturale

L'orchestra itinerante

L'orchestra itinerante

di Margherita Bettoni – Viaggio e musica. Quattro musicisti trentini alla scoperta delle realtà musicali di Bosnia, Serbia e Kossovo. Il viaggio inteso come scambio reciproco. La scoperta di diversi modi di insegnare e vivere la musica, di diverse tecniche di suono, di diverse concezioni del ruolo della musica. Un’occasione unica per gli orchestrali trentini e balcanici di arricchirsi e accrescersi vicendevolmente.

Viaggiare è in primo luogo l’occasione per confrontarci con una realtà diversa da quella che circonda la nostra quotidianità. Grazie all’incontro con ciò che è altro da noi siamo costretti a metterci in gioco a reinventarci. Ne deriva un arricchimento personale che fa si che da ogni viaggio si torni un po’ diversi.

Il viaggio che porterà l’Orchestra Itinerante a confrontarsi con le realtà musicali di Bosnia, Serbia e Kossovo rappresenta un’occasione di scoperta e maturazione, sia per gli orchestrali trentini che per quelli balcanici.

Mauro Tonolli e Matteo Rigotti

Martedì 23 agosto Priyanka Ravanelli,violinista, Katia Bonadiman, pianista, i due chitarristi Mauro Tonolli e Matteo Rigotti ed Alessandro Nicoletti, presidente dell’Orchestra Giovanile Trentina, partiranno da Trento, dando il via ad un progetto di scambio musicale che attraverserà le municipalità di Prijedor (BiH), Kraljevo (Serbia) e Peja/Pec (Kossovo).

Gli orchestrali trentini viaggeranno a bordo di un furgone a nove posti, messo a disposizione dall’Associazione Progetto Prijedor e avranno quindi modo di apprezzare la bellezza e la varietà dei paesaggi balcanici, facendo tappa per interrompere il lungo viaggio anche a Sarajevo e Belgrado, città storiche e d’interesse culturale.

Katia Bonadiman e Priyanka RavanelliNelle tre municipalità di Prijedor, Kraljevo e Peja/Pec gli orchestrali terranno delle master class per gli studenti delle scuole musicali in loco e, assieme agli stessi, suoneranno in concerti aperti al pubblico. I musicisti trentini avranno così l’occasione di confrontarsi con un’altra realtà: potranno sperimentare le diversità nell’insegnamento della musica, le diverse tecniche di suono ed altri aspetti, dai quali non può che nascere un arricchimento per entrambe le parti.

I musicisti saranno inoltre dei viaggiatori ed avranno quindi l’opportunità di conoscere la complessa realtà balcanica, ricca di bellezze e tesori da scoprire: dall’antico patriarcato di Peja/Pec al fascino di Sarajevo, crocevia di culture e religioni, dalle bellezze naturali della Val Rugova alla spumeggiante vita notturna di Belgrado.

Non ci resta che augurare un buon viaggio ai musicisti trentini, con l’augurio che questa esperienza sia per tutti occasione di arricchimento e scoperta.