31 Maggio 2011 | Macedonia | turismo responsabile

Macedonia terra del sole

Macedonia terra del sole

di Marco Garbin – Dopo ogni viaggio sono solito guardarmi dentro e chiedermi: qual è il regalo più grande che mi porto a casa? E non si parla, come è facile capire, di souvenir!
Dalla Macedonia ho portato a casa forse il regalo più bello: lo spirito del suo popolo. Questa è la prima nota del mio diario di viaggio, iniziato il 23 ottobre 2009.fonte: www.cisonostato.it

Arrivato all’aeroporto di Skopje ho avuto la conferma di ciò che immaginavo: un paese in crescita, proiettato all’ingresso in Europa.
Primo segnale di ciò la costruzione del secondo Gate dell’aeroporto di Skopje “Alessandro Magno”.
Come prima tappa del mio viaggio ho scelto la città di SKOPJE, capitale della Macedonia.
Qui vive più di un terzo dell’intera popolazione Macedone (da notare che la Macedonia è un piccolo stato, grande circa quanto la Lombardia).
La cosa che colpisce subito è l’eterogeneità culturale ed etnica: alti e moderni palazzi si alternano a basiliche ortodosse e moschee; negozi e supermarket fronteggiano il labirinto del vecchio bazar; i visi cambiano in ogni istante alternandosi tra europei e mediorientali mentre la sera i canti dalle moschee riempiono il cielo della capitale.
Non sono poche le bellezze di Skopje. Passeggiando fra i bei ponti che attraversano il fiume Vardar i nostri occhi noteranno subito la Fortezza di Skopje, costruita sotto il dominio romano dalle pietre della vecchia città. Nonostante il tremendo terremoto che nel 1963 ha devastato Skopje questa antica fortezza ha conservato tre torri in buone condizioni e la cinta muraria. Al suo interno troviamo un parco, e durante l’estate un teatro all’aperto.
E’ impossibile non rimanere poi affascinati dalle numerosissime e splendide Moschee, perle dell’arte islamica. Fra le più belle quella di Mustafa-Pasha nella parte vecchia della città.
Particolare attenzione è da dedicare al complesso dei bagni turchi Daut-Pasha Amam ed all’adiacente Kursumli An, nella zona del vecchio bazar. Oggi i due complessi islamici ospitano opere d’arte ed eventi culturali promossi dal Ministero della Cultura.
Di contro, le chiese ortodosse di Sveti Spas e Sveti Kliment offrono il loro contributo grazie ai magnifici intarsi lignei della prima, ed alle splendide forme e decorazioni dorate della seconda.
Vicino alla piazza principale della città troveremo la casa memoriale di Madre Teresa, illustre cittadina di Skopje. E’ bellissimo notare sui muri le decorazioni alternate fra pesci e colombe.
Simpatiche e gettonatissime per gli scatti dei fotografi sono le statue che l’attuale Ministro della Cultura Macedone Elizabeta Kanceska ha commissionato per decorare il centro della città.
La sera la città si riempie di luci e colori, fra il passeggio del centro e il viavai dai bar e dei ristoranti, dagli ottimi prezzi (incredibilmente bassi rispetto al nostro standard e per la qualità del cibo) e aperti fino a notte.
A sud ovest della città, 8 Km circa, nel villaggio di Upper Nerezi, merita una visita la chiesa di Sveti Panteleimon, danneggiata dal terremoto ma piena di magnifici affreschi bizantini.

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Giusto il tempo di dare l’arrivederci a Skopje e scaldare il motore ed eccomi arrivato a STOBI, ex città commerciale e militare fra le più importanti del sud est Europa, ora meraviglioso complesso archeologico conservato e implementato grazie alla collaborazione fra i governi Macedone e Italiano. Da non perdere i pavimenti a mosaico del battistero romano, fra i più belli del mondo.
Rotta verso sud, direzione KRUŠEVO, la città più alta di Macedonia (1250 m slm). Si tratta di una cittadina di montagna molto semplice, ma pregna dello spirito d’indipendenza macedone: nel 1903 la città insorse contro l’Impero Ottomano e proclamò la sua indipendenza con il nome di Repubblica di Kruševo, durata però solo 10 giorni e subito soffocata. La città è nel cuore dei macedoni anche perché natale dell’artista che nel periodo di separazione riuscì ad unire i cuori tutte le genti slave: Toše Proeski, voce meravigliosa, morto a soli 26 anni, che qui riposa fra i doni degli innumerevoli fan. Indimenticabile il suo duetto in “Aria” con Gianna Nannini.
Il viaggio nel sud-ovest della Macedonia continua verso BITOLA, la città dei consoli e del cinema. Il suo splendido centro vanta una bellissima torre dell’orologio e la meravigliosa Strada Bianca, così detta per il candore dei lastroni e delle facciate. Il passeggio in questa via pedonale ci consente di apprezzare la ricchezza della città e, alla sera, la vivacità della night life.
Meta finale del viaggio è OHRID, il Vaticano della Chiesa Ortodossa.
Per raggiungerla decido di percorrere la “strada lunga”, che attraverso le montagne mi presenterà uno scorcio dei Parchi Nazionali PELISTER e GALICICA (dai colori meravigliosi) e del LAGO PRESPANSKO.
L’area di Ohrid, che comprende il lago, la città omonima e la città di STRUGA (oltre a vari splendidi villaggi) è una delle aree abitate più antiche d’Europa: vi sono ritrovamenti datati 6000 avanti Cristo!
Il Lago è fra i più profondi del mondo. Le sue acque cristalline sono meta di bagnanti l’estate e di studiosi d’inverno, che ne osservano la biodiversità. Qui vive un particolare esemplare di pesce (Plasica di Ohrid), dalle cui scaglie famiglie di artigiani producono delle splendide perle.

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L’area del lago e la città di Ohrid sono patrimonio dell’umanità protetto dall’UNESCO.
Scelgo di cominciare la mia visita dalla città, in cui Cirillo e Metodio hanno dato vita all’alfabeto cirillico, e da cui è partita la loro opera di alfabetizzazione del mondo.
Da sempre, sotto tutti i regni e gli imperi che l’hanno conquistata, Ohrid ha avuto un ruolo primario. E’ una cosa che si vede dalla ricchezza delle case, dall’inconfondibile stile. E’ una cosa che si respira, circondati da innumerevoli basiliche ortodosse.
La prima da visitare è Santa Sofia, antica sede dell’arcivescovado e, insieme all’anfiteatro romano vicino, sede di manifestazione durante l’Ohrid Summer Festival. Nella cattedrale di S. Sofia si respira la storia controversa della Macedonia: evidenti sono i segni delle diverse dominazioni, basti pensare che durante la dominazione turca la cattedrale venne convertita in moschea, con tanto di minareto (che ora non c’è più).
Come anticipato, poco lontano troviamo l’anfiteatro, costruito non si sa bene se nel tardo periodo greco o primo romano. Ottimamente conservato, offre una splendida vista sul lago e sulla città.
Procedendo sempre più su (i piedi reggono queste salite, stimolati da tanta bellezza!) incontriamo la chiesa di S. Clemente, vicino alla Porta Superiore d’ingresso alla città. E’ fra le più antiche di Ohrid ed al suo interno si resta estasiati per la magnificenza degli affreschi. Di fronte è la Galleria delle Icone, per eccellenza la forma di arte Sacra simbolo dell’ortodossia.
Ancora più in alto è la fortezza, con la cinta muraria dall’aspetto imponente.
Scenografia spettacolare e storia a piene mani troveremo nella zona chiamata Plaoshnik, nella parte alta di Ohrid. Qui una magnifica chiesa paleocristiana, splendidamente conservata, si specchia sulle rovine del Monastero di S. Clemente, sede della prima Università Slava. Un progetto coordinato con l’UNESCO prevede la costruzione di una nuova università integrata ad arte con i resti archeologici, un ponte fra cultura del passato e cultura del futuro, in una terra dalla storia infinita.
Per visitare tutte le chiese di Ohrid ci vorrebbe un mese. Un’antica leggenda narra che nell’area esistono 365 cappelle, una per ogni giorno dell’anno! Ma auguro a tutti voi di avere un giorno tempo a sufficienza per godere dello spettacolo che questa città offre.
Una volta scesi verso il lago merita una visita il Cinar, un grande platano con 900 anni alle spalle, dal tronco di circa 20 m di circonferenza. Nella cavità del tronco, in passato, hanno preso posto il negozio di un barbiere e un bar!
Poco fuori dal centro abitato, costeggiando il lago in direzione sud, troviamo le sorgenti di Biljana, immerse in un parco recentemente rimodernato. Queste sorgenti riforniscono di acqua potabile la città. L’acqua arriva dal lago di Prespa passando sotto le montagne, e sfocia nel lago di Ohrid. Dopo una piccola sosta alla kafana nel parco si riparte verso sud.

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Nei vari villaggi che si incontrano è frequente trovare chiese rupestri, scavate nella rocce e a volte inaccessibili se non si è dotati di barca (o se non si trova un pescatore disposto a portarvici). Queste chiese sono perle che si specchiano sul lago e testimoniano di un passato ricco di cultura. Gli affreschi che contengono parlano di influenze mediorientali, occidentali e veneziane.

Nell’estremo sud, a pochi metri dal confine con l’Albania, ci attende quasi nascosto il monastero di SVETI NAUM. All’ingresso del villaggio (composto solo dal monastero, da un hotel ed un’abitazione!) bisogna lasciare l’auto. Si procede a piedi su una piccolissima via, l’estate piena di musica, bancarelle e chioschi costeggianti il lago. Un ponticello ci consente di passare sul magnifico scenario del fiume Black Drim che si riversa nel lago di Ohrid. Subito a sinistra del ponticello troviamo un’oasi naturale superba: il fiume crea un piccolo lago dall’acqua tanto cristallina quanto fredda, circondato da vegetazione lussureggiante animata da anatre selvatiche; prendere una barchetta a nolo per immergersi in questo paradiso è d’obbligo.
Una volta ritornati sulla stradina principale si intravede l’ingresso del monastero. Un portone ci fa accedere al giardino, nel quale rose e piante si alternano a tronchi di vecchi alberi caduti “modellati” con sapienza per dare magia al posto. Possiamo da qui accedere all’interno del cortile del monastero, dove ci attende la Chiesa di Sveti Naum, affacciata sul lago. Una leggenda narra che qui, nel suo monastero, Sveti Naum abbia perso il senno: forse impossibilitato dall’accettare tanta paradisiaca bellezza in terra? E’ una spiegazione romantica ma le darete ragione, una volta visto questo posto!
E’ l’ora di ritornare, l’auto procede verso nord, a sinistra prima il lago, poi il parco nazionale di MAVROVO, poi Skopje.
E’ un arrivederci alla Macedonia, il cuore è pieno delle sue bellezze e delle sue persone ora, ma non lo sarà per troppo tempo, questo lo so.