13 maggio 2017 | Bosnia-Erzegovina | Croazia | turismo culturale

Dalmazia e Bosnia-Erzegovina, incontro di genti e sapori. Dal 10 al 17 settembre

Dalmazia e Bosnia-Erzegovina, incontro di genti e sapori. Dal 10 al 17 settembre

Otto giorni tra Dalmazia e Bosnia-Erzegovina lungo prodotti, sapori e genti della prima regione transfrontaliera – Erzegovina e Dalmazia meridionale – proveniente dai Balcani che si candiderà come destinazione Slow Food Travel.

 

Slow Food Travel è il nuovo progetto ideato da Slow Food Internazionale teso ad avvicinare i viaggiatori alla conservazione della biodiversità alimentare e alla conoscenza di culture, identità e gastronomie locali. Ponendoci il linea con i princìpi di Slow Food Travel, in alcune tappe conosceremo i Convivia e i Presìdi Slow Food di questa regione. Il percorso è inoltre destinato a piccoli gruppi di viaggiatori privilegiando così il pernottamento in piccole pensioni o direttamente presso le famiglie legate alle comunità del cibo di Terra Madre provenienti da Croazia e Bosnia-Erzegovina.
Accanto al cibo “buono, pulito e giusto” si andrà anche alla scoperta di antiche città ricolme di fascino come Spalato, Dubrovnik, Mostar e Sarajevo, indagando gli infiniti sincretismi culturali nati dall’incontro tra cultura slava, ottomana, veneziana, ragusea e sefardita. Navigheremo poi lungo la Drina nei pressi di Višegrad, la cittadina bosniaca resa celebre dallo scrittore premio nobel Ivo Andrić nel suo “Il ponte sulla Drina”. Ci immergeremo nei paesaggi lunari dell’Erzegovina e cammineremo tra i vigneti della penisola di Pelješac (Sabbioncello) dove potremo anche tuffarci nelle sue acque per un riposante bagno.

 

Pelješac. Foto © Archivio Slow Food

 


Programma di viaggio

 

Primo giorno, domenica 10 settembre: Italia-Spalato-Počitelj

Partenze libere in aereo da Milano e Roma o traghetto da Ancona. Arrivo a Spalato in mattinata, incontro con il nostro mediatore culturale e trasferimento in pulmino privato per il villaggio di Počitelj in Bosnia-Erzegovina. Sistemazione presso la colonia d’artisti fondata su stimolo di Ivo Andrić negli anni sessanta ed oggi utilizzata in parte come pensione. Pranzo libero e visita del villaggio.

Počitelj è un antico e pittoresco borgo situato nei pressi di Mostar lungo il corso della Neretva, testimonianza viva della dominazione turca: l’antica moschea del 1563, la scuola coranica del 1664, il bagno turco, le case eleganti costruite dai notabili musulmani nel diciottesimo secolo, la Kula (torre), il tutto in un intreccio di mura a secco ed edifici realizzati con la pietra del posto.

Nel pomeriggio visiteremo un altro villaggio nei dintorni di Mostar, Stolac, ed in particolare il sepolcreto bogomilo di Radmilje, che con i suoi 133 cippi funebri (gli stećci) è il piu grande di tutta la Bosnia-Erzegovina. Gli stećci sono un’eredita culturale e storica del Bogomilismo, un’antica eresia cristiana praticata in Bosnia-Erzegovina nel medioevo, e giunta in queste terre dalla Bulgaria. L’eresia dei Cattari, sviluppatasi nel sud della Francia tra il dodicesimo ed il tredicesimo secolo, sarebbe stata direttamente influenzata dai Bogomili bulgari. Circa sessantamila dei cinquantamila stećci rinvenuti tra Bosnia e Dalmazia sono decorati con simboli legati alla terra, alla famiglia, al sole, alla luna, ai guerrieri ed alle danze. Dal luglio 2016 gli stećci sono stati inseriti all’interno della lista Unesco come patrimonio transfrontaliero dell’umanità.
Dopo la visita di Stolac spostamento a Mostar per la cena organizzata dall’associazione Okusi Hercegovinu (assapora l’Erzegovina), membri di Slow Food in Bosnia-Erzegovina, ed incontro con i produttori del “Presìdio Slow Food del Sir iz Mijeha (il formaggio nel sacco)”:

Tradizionale dell’Erzegovina, il formaggio nel sacco può essere prodotto con latte crudo di pecora, di capra, di vacca o, più spesso, con una combinazione dei tre. Il latte ovino viene dalla pramenka, una razza autoctona dalla triplice attitudine e caratterizzata da vello bianco, testa e zampe nere. Il latte vaccino proviene da altre due razze autoctone – la busa e la gatacka – un tempo diffuse in tutta la Bosnia Erzegovina, ma oggi soppiantate da razze internazionali. Nel 2009 il Presìdio ha costituito un’associazione che riunisce produttori provenienti da oltre sei municipalità dell’Erzegovina, sia nell’entità della Repubblica Serba che nella Federazione Croato-Musulmana. Successivamente, grazie al contributo tecnico dell’Associazione nazionale per la tutela e la valorizzazione dei formaggi sotto il cielo (Anfosc), l’associazione stessa ha adottato il disciplinare di produzione, per ottenere un prodotto riconoscibile e di alta qualità. L’obiettivo adesso è rilanciare i consumi, sul mercato locale e internazionale.

Accompagnamento musicale al suono delle sevdalinke, la lirica tradizionale bosniaca figlia dell’incontro tra i repertori musicali sefarditi, ottomani e bosniaci. Ritorno a Počitelj e pernottamento. Camere doppie con bagno privato.

 

Secondo giorno, lunedì 11 settembre: Počitelj-Mostar-Sarajevo

Colazione presso la pensione. Partenza per Mostar e visita guidata del cuore storico della città, dal famoso Stari Most (il vecchio ponte) sulla Neretva alle moschee e case ottomane. Spostamento quindi a Blagaj per ammirare la tekija, la casa dei dervisci risalente al XVI secolo costruita tra le rocce da cui fuoriesce la sorgente del fiume Buna. La tekija è un luogo di straordinaria spiritualità e raffinatezza, con i suoi soffitti in legno intagliati da mani esperte del tempo e con un avveniristico sistema di riscaldamento dell’acqua inserito nel pavimento. Blagaj è anche famosa per l’omonimo editto del 1463 emesso dal Sultano Mehmet II al fine di garantire i diritti fondamentali delle genti e fedi bosniache all’atto della conquista turca della Bosnia. Il pranzo sarà organizzato nei pressi della tekija presso l’eco-centro Blagaj-Novi Val gestito dall’Ong ambientalista Novi Val.
Nel pomeriggio trasferimento a Sarajevo. Lungo la strada visiteremo il paese di Jablanica con il suo ponte distrutto nel 1969 durante le riprese del film La Battaglia della Neretva ed oggi monumento a commemorare la lotta partigiana titina. A seguire ci sposteremo nel villaggio di Konjic, non lontano da Sarajevo, famoso non solo per la lunga tradizione di manufatti intagliati nel legno ma anche perchè all’interno di una montagna nei suoi pressi si trovava il “bunker di Tito”: un viaggio nel tempo della Guerra Fredda, una città segreta nascosta nella montagna e autosufficiente per sei mesi che doveva ospitare tutto l’establishment jugoslavo in caso di guerra nucleare. Da poco aperta al pubblico, merita assolutamente una visita.
Arrivo nel tardo pomeriggio a Sarajevo e sistemazione in hotel nel centro cittadino a Bistrik, in passato il quartiere abitato prevalentemente dalla comunità cattolica. In serata cena in ristorante tradizionale e primo giro per la città. Pernottamento in hotel. Camere doppie con bagno privato.

 

Terzo giorno, martedì 12 settembre: Sarajevo

Giornata interamente dedicata alla capitale della Bosnia-Erzegovina. Al mattino visita guidata del cuore ottomano (čaršija), ma anche delle chiese ortodosse e cattoliche; infine la Vijećnica, inaugurata come municipio nel 1896 durante la dominazione austro-ungarica e costruito in stile pseudo-moresco, dal 1949 divenne sede della Biblioteca Nazionale ed Universitaria della Bosnia-Erzegovina. Incenditata e distrutta dalle granate serbe nell’agosto del 1992 durante i primi mesi dell’assedio di Sarajevo, è stata riaperta il 9 maggio 2014. Pranzo libero.
Nel pomeriggio, guidati da un rappresentante della comunità sefardita, visita tematica attorno all’haggadah di Sarajevo, una delle più antiche haggadoth (libro miniato di preghiere) sefardite del mondo, originariamente realizzata a Barcellona intorno al 1350. Dopo averla ammirata presso il Museo Nazionale della Bosnia ed Erzegovina ci muoveremo alla ricerca delle antiche tracce della comunità sefardita cittadina: dalla singagoga al cimitero sino al quartiere di Bjelave. Al termine del percorso è prevista anche una degustazione di dolci provenienti dalle antiche ricette della tradizione grastronomica sefardita bosniaca. Ritorno in albergo per un breve riposo. Cena in ristorante tradizionale e pernottamento.

 

Quarto giorno, mercoledì 13 settembre: Sarajevo-Višegrad-Ustikolina

Colazione in hotel. Partenza per Višegrad e breve visita della cittadina bosniaca resa celebre dallo scrittore premio nobel Ivo Andrić nel suo “Il ponte sulla Drina”. Qui incontreremo i membri del “Presìdio Slow Food dello slatko di prugne Požegača” con i quali ci imbarcheremo per una breve navigazione lungo la Drina. Pranzo organizzato dal Presìdio sulla barca.
Nel pomeriggio spostamento presso la sede del Presìdio, il villaggio di Ustikolina situato lungo la Drina nei pressi della città di Goražde. Sistemazione presso le famiglie membre del Presìdio e quindi visita delle colline attorno al villaggio dove vengono coltivate le prugne požegača. Cena presso la famiglia Šahović, fiduciaria del Presìdio.

Nella lingua bosniaca slatko vuol dire dolce, ma la parola si riferisce anche a una conserva sciroppata a base di prugne. Nell’alta valle del fiume Drina, vicino alla città di Goražde, in Bosnia-Erzegovina, la sua preparazione è particolarmente laboriosa. L’intero processo di lavorazione è eseguito a mano.
Lo slatko di prugne požegaća è prodotto da un gruppo di donne che, con l’aiuto delle più anziane, ha recuperato la ricetta tradizionale. Le produttrici – riunite nell’associazione Emina – hanno realizzato un piccolo laboratorio a norma. La Fondazione Slow Food per la Biodiversità aiuta l’associazione Emina a incrementare la produzione, coinvolgendo nel progetto nuove produttrici ma anche coltivatori (per migliorare la cura dei vecchi alberi e mettere a dimora nuove piante di prugne). Questo sforzo ha fatto sì che dal 2014, lo slatko e altre composte dell’associazione Emina siano in vendita in appositi corner di una famosa catena di supermercati bosniaca. Il sostegno passa anche attraverso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle piccole produzioni di qualità. Per questo il Presidio promuove diverse attività di educazione sensoriale e al gusto e di promozione delle ricchezze gastronomiche locali.

Al termine della cena ritorno al villaggio di Ustikolina e pernottamento in famiglia.  Camere doppie con bagno in comune.

 

Quinto giorno, giovedì 14 settembre: Ustikolina-Trebinje

Colazione in famiglia e trasferimento presso la cittadina di Trebinje. Lungo la strada breve visita del monumento alla battaglia partigiana della Sutjeska, situato nell’omonimo parco nazionale. Arrivo a Trebinje e incontro con i membri del Convivium Slow Food Trebinje. Sistemazione in hotel nel centro cittadino e trasferimento a Popovo polje per il pranzo presso la famiglia Šišić, produttori di una vecchia specie di mais locale chiamato “brzac“, oggi inserito tra i prodotti dell’Arca del Gusto di Slow Food.

Situata nell’Erzegovina meridionale, Popovo Polje è una delle pianure carsiche più grandi del paese. Terra fertile sin dall’antichità, è da sempre considerata il granaio dell’Erzegovina meridionale. Qui da secoli si coltiva un’antica varietà di mais, introdotta nel XVIII secolo, di piccole dimensioni e di coloro giallo opaco. Il prodotto è caratterizzato da una rapida maturazione, da cui il nome brzac o stodanas, che significa appunto ‘veloce’, poiché matura in soli cento giorni. La particolarità di questo mais è che una volta macinato se ne ottiene una farina bianca, particolarmente apprezzata per la produzione di piatti tipici quali il prijesnac, una sorta di torta salata ottenuta con farina di mais, di grano, uova e formaggi fresco. Inoltre, la farina è macinata in uno degli ultimi mulini ad acqua ancora funzionanti lungo il corso della Trebišnjica. Oggi purtroppo solo un piccolissimo gruppo di produttrici conserva ancora le sementi originali, sostituite sempre di più con varietà ibride più produttive.

Nel pomeriggio guidati da Gordana Radovanović, fiduciaria del convivium, visiteremo la città di Trebinje e i suoi dintorni: saliremo prima sulla collina Crkvina da dove vedremo il Ponte Arslanagic del sedicesimo secolo, uno dei ponti ottomani più belli di tutta la Bosnia-Erzegovina. A seguire visiteremo il centro storico della città. Cena organizzata dai membri del Convivium. Pernottamento in hotel. Camere doppie con bagno privato.

 

Sesto giorno, venerdì 15 settembre: Trebinje-Dubrovnik-Pelješac

Colazione in hotel. Trasferimento a Dubrovnik e visita guidata dell’antica Ragusa accompagnati dallo storico dell’arte Ivan Vigjen. Pranzo presso ristorante tradizionale e quindi trasferimento presso la penisola di Pelješac (Sabbioncello). Sistemazione presso pensione tradizionale nel paesino di Trpanj ed incontro con i membri del “Presìdio Slow Food del Varenik di Pelješac”, che ci faranno da guida lungo la penisola ed in particolare nel paesino di Ston, antico centro raguseo situato al suo confine settentrionale.

“Xe meio un bicèr de dalmato / che l’amor mio…”, così incomincia una delle canzoni della tradizione istro-veneta, a dimostrazione della lunga e rinomata tradizione vitivinicola della Dalmazia meridionale, famosa sin dai tempi in cui l’Adriatico era crocevia di imperi e repubbliche marinare. In questo dedalo di arcipelaghi sferzati dal vento, la penisola di Pelješac rappresenta da sempre il fiore all’occhiello della viticoltura dalmata: dai suoi pendii carsici a picco sul mare arrivavano i vini che l’imperatore Francesco Giuseppe serviva ai suoi ospiti. Ancora oggi, con metodi che ricordano la viticoltura eroica, si coltiva una varietà autoctona chiamata plavac mali, nota per essere ricca di sapore e per l’elevato contenuto di alcol e tannini. Ed è proprio con il plavac mali che a Pelješac, nei giorni della vendemmia, le famiglie preparano un particolare sciroppo d’uva concentrato, detto varenik, le cui tracce si ritrovano nei documenti della Repubblica di Ragusa (dal nome della sua capitale dalmata) sin dal XVI secolo. Oggi sono sempre meno le famiglie che si dedicano alla produzione di varenik, ed è impossibile trovarlo sul mercato.
Un gruppo di giovani vignaioli della zona, però, crede nel potenziale economico e culturale che questo prodotto potrebbe avere per la comunità, ed è interessato a rilanciarne la produzione, investendo tempo e risorse per aumentare la produzione e introdurre piccole innovazioni che garantiscano alti standard qualitativi senza snaturare la ricetta tradizionale.

Nel tardo pomeriggio ci sposteremo presso l’azienda vinicola Križ gestita da Marijeta Čalić assieme al marito Denis. Marijeta è la fiduciaria del Presìdio. Qui verrà organizzata la cena accompagnata da una degustazione di varenik e vini locali. Ritorno a Trpanj e pernottamento. Camere doppie con bagno privato.

 

Settimo giorno, sabato 16 settembre: Pelješac-Spalato

Colazione in pensione. In mattinata possibilità di una nuotata nel mare godendosi le splendide spiagge di Pelješac. Imbarco per Ploče e pranzo libero sulla barca. Nel primo pomeriggio trasferimento per Spalato e sistemazione in guesthouse nel centro cittadino. Nel tardo pomeriggio visita guidata della cittadina dalmata con un occhio particolare al Palazzo di Diocleziano. Cena in ristorante tradizionale e pernottamento. Camere doppie con bagno privato.

 

Ottavo giorno, domenica 17 settembre: Spalato-Italia

Colazione in guesthouse. Trasferimento in aeroporto o porto in tempo utile per l’imbarco sul volo o traghetto per l’Italia.

 

Quote a persona

8 persone: €  710,00
6 persone: € 780,00
(supplemento singola: € 35,00)

 

Note di viaggio

Il presente programma può essere soggetto a variazioni, sia prima che in corso di viaggio, in base al clima, le festività, alle esigenze dei viaggiatori e delle persone che ospitano il gruppo di viaggiatori.
Nessuna vaccinazione o visto di ingresso obbligatori.
Sono necessari Carta d’Identità valida per l’espatrio o Passaporto con scadenza superiore ai tre mesi. Per maggiori informazioni sulle vaccinazioni consultare la propria Asl, per i documenti necessari, clima, abbigliamento ecc. richiedere all’agenzia il documento prima di partire.

Referente locale

Il viaggio è completamente accompagnato da un referente di Viaggiare i Balcani, oggi residente a Belgrado, profondo conoscitore della lingua e cultura bosniaca grazie al suo soggiorno di due anni a Sarajevo tra il 2010 e il 2012 per un periodo di ricerca su welfare state e sfera pubblica in Bosnia-Erzegovina.

 

Questo viaggio è organizzato in collaborazione con Viaggiemiraggi

 

Livello di difficoltà

In questo viaggio sarà utilizzato il mezzo privato con spostamenti in media di 2 ore e massimo 4 ore e mezza. La presenza di barriere architettoniche ostacola la partecipazione di persone con difficoltà motorie. Si dorme presso piccoli hotel e guest house a gestione locale.

 

Il costo totale espresso comprende: materiale informativo, incontro pre viaggio e verifica post – viaggio; tutti i pernottamenti in camera doppia o tripla, con trattamento di B&B; trasporti interni con pulmino privato incluso autista e carburante; assicurazione medico/bagalio; copertura spese e compenso dell’accompagnatore dall’Italia per 8 gg di affiancamento; ingressi ai parchi e musei da programma; quota progetto; sei cene e quattro pranzi con una bevanda inclusa

 

Il costo totale espresso non comprende:  il volo aereo o cdl traghetto di A/R, prenotabile presso l’agenzia ViaggieMiraggi (quota indicativa di aereo da Milano a partire da € 80 tasse incluse, bagaglio in stiva incluso); assicurazione annullamento acquistabile in agenzia entro 32 giorni prima della partenza; eventuali supplementi per fluttuazioni del cambio valuta locale/euro; i trasporti extra in taxi per visite libere; bevande alcoliche; spese personali, extra in genere e quanto non espresso nelle voci sopra indicate.

*il costo del volo aereo dipende dalla quotazione del biglietto al momento della prenotazione ed è soggetto a riconferma al momento dell’emissione.

Le quote sono soggette a riconferma al momento della prenotazione

Il numero minimo di partecipanti richiesto per la realizzazione del viaggio è di 6 persone. Il viaggiatore sarà informato 15 giorni prima della partenza del raggiungimento o meno del numero minimo di partecipanti.

 

Per informazioni ed iscrizioni

Email: eugenio.berra@viaggiareibalcani.net (accompagnatore del viaggio)
Tel.: +39 3398084928

 

Organizzazione tecnica 

Viaggi e Miraggi – Società Cooperativa Sociale ONLUS per il Turismo, via Trieste 4 – 35121