7 Marzo 2012 | Balcani

Ride in Bosnia-Erzegovina.

Ride in Bosnia-Erzegovina.

Viaggiare i Balcani è lieta di presentarvi la prima edizione di “Ride in Bosnia Erzegovina“, viaggio alla scoperta della Bosnia Erzegovina riservato agli amanti delle motocicletta. Il viaggio è infatti dedicato a chi desidera scoprire questo paese straordinario a cavallo della propria due ruote. Per un turismo alternativo e responsabile, per conoscere e divertirsi rispettando culture, storie e luoghi.




Programma di viaggio:

scarica il pdf con il programma di viaggio.

Domenica 17 giugno: “Il paese dei cento mulini”  TRIESTE – BIHAC – MARTIN BROD

Ritrovo dei partecipanti ad ore 07.30 presso il piazzale antistante lo stadio „Nereo Rocco“ di Trieste e partenza in direzione Bihac via Fiume, Senj (km 254) ad ore 08.00.

Questa prima tappa è stata organizzata in collaborazione con l’ONG ICEI,  che dal 2011 segue in questa zona il progetto “Una valle rinasce: azione integrata di agricoltura biologica, turismo sostenibile e inclusione socio economica nella valle dell’Una. Dopo l’arrivo a Bihac, discorso di benvenuto da parte dei membri di ICEI e breve pausa nella città per il pranzo libero.

Succesiva partenza per Martin brod (km 46) e all’arrivo sistemazione presso le famiglie del turismo responsabile.

A seguire in sella alle moto ci si arrampicherà lungo i tornanti in direzione Drvar (km 15) per godersi la vista dall’alto del canyon del fiume Una e del parco nazionale.

Rientro a Martin brod per la cena in ristorante ed il pernottamento presso le famiglie.

«Ognuno ha la sua “rijeka” (“fiume” in serbo-croato). Può essergli madre sorella e fidanzata. Anch’io ho la mia, di lei sono innamorato perso: la Una. In qualsiasi momento la osserviate, la vedete correre e saltare come una fanciulla, bellezza fra le bellezze, quasi volesse attirare lo sguardo di un corteggiatore, per far sì che non possa più toglierle gli occhi di dosso, che non possa più staccarsi da lei, perché non le piace restare sola. Durante il giorno questa bellezza muta d’abito più volte, indossando una veste ogni volta di colore diverso e ogni volta più bella di quella che si era sfilata. Lo fa perché così vuole tutto quel verde che ha intorno, e la sua acqua dal colore di smeraldo.»

(Bosko Marjanovic)

Viaggiare in modo responsabile significa anche ricercare, per ogni luogo, le peculiarità che lo rendono unico, la sua identità di lungo periodo.

A Martin Brod è sicuramente l’acqua. Incastonato sotto le cascate del fiume Una, tra torrenti e boschi in un paesaggio di spettacolare bellezza, questo paesino è stato per molto tempo un importante punto di riferimento per gli abitanti della zona: con i suoi cento mulini (ora quasi tutti abbandonati) serviva alla macinazione delle granaglie. Dai paesi attorno i contadini portavano il grano da macinare, e attraverso il sistema della decima (ancora in uso sino agli anni ’50) la popolazione locale traeva la propria sussistenza.   

Eterno limes tra popoli e culture diverse (slavo-cristiani prima e impero asburgico poi, da una parte, e impero turco dall’altra), questa valle ha conosciuto anche durante l’ultima guerra violente ondate di pulizie etniche, che dopo gli accordi di Dayton (ottobre 1995) hanno portato ad un’innaturale omogeneizzazione etnica della zona (nel senso di aree a prevalenza serba, croata o bosgnacca), in precedenza caratterizzata, come nel resto della Bosnia, da un tessuto sociale misto e multietnico.

Lunedì 18 giugno:  “Profumi e sapori del mediterraneo”  MARTIN BROD – MOSTAR via Livno

Prima colazione presso le famiglie.

Saluto alla comunità di Martin Brod e partenza per Mostar attraversando lo splendido altipiano di Livno (km 257), dove sino a pochi anni fa era possibile imbattersi in mandrie di cavalli allo stato brado al galoppo. La cittadina di Livno è inoltre patria del “sir iz mijeha”, il famoso formaggio nel sacco diventato Presidio Slow Food.

Pranzo libero durante il tragitto ed arrivo a Mostar nel tardo pomeriggio.

Sistemazione presso  albergo nella parte storica di Mostar e prima visita alla città.

Cena in ristorante lungo lungo la riva della Neretva e pernottamento in albergo. 

“Per noi che siamo nati lungo le sponde di un fiume, ogni vero corso d’acqua rappresenta una sorta di mare. Ci riesce facile seguire il penetrare dello spazio mediterraneo che s’introduce appunto andando contro corrente (…). Lungo il corso del Vardar soffiano aliti mediterranei fino a Skoplje (…), sulla Neretva scorrono attraverso Mostar (la città dove sono nato) fino alla  Bosnia…”

(da Predrag Matvejević, Breviario mediterraneo)

Mostar è la città-ponte per eccellenza, punto di incontro e confluenza tra Oriente ed Occidente, mondo latino e mondo bizantino. 

E’ forse per questo che lo Stari Most, il ponte vecchio, è stato distrutto con tanta ferocia dall’esercito croato una notte di novembre del 1993: ne rappresentava l’archetipo e insieme un simbolo da dover cancellare, laddove quella del 1991-1995 è stata una guerra che sul sistematico annientamento dei simboli di dialogo e convivenza (i ponti,  ma anche le biblioteche) si è costruita una delle sue molteplici identità e chiavi di lettura. Oggi lo Stari Most è stato ricostruito, i ragazzi si tuffano di nuovo nella verde acqua della Neretva ma la città è ancora profondamente divisa e lacerata – il ponte ora non unisce più.  

Nonostante il lungo assedio, Mostar conserva ancora intatto l’incanto di un tempo. Passeggiare al tramonto per i vicoli di Kujundžiluk, il vecchio quartiere turco nella parte meridionale della città riscaldato dai numerosi negozietti, caffè e dagli “aliti mediterranei” che giungono dalla vicina costa adriatica, per poi finire con una cena nei ristorantini che si arrampicano sulle sponde della Neretva, vale da solo l’intero viaggio.

Marted‘ 19 giugno: “Dai Bogomili ai Dervisci”  MOSTAR – SARAJEVO

Prima colazione in albergo e partenza Sarajevo (km 139) risalendo la corrente della Neretva. Sulla strada, visita alla tekja di Blagaj, la casa dei Sufi, ordine mistico dell’Islam che introdusse alla fine del ‘400 la religione islamica in Bosnia a seguito delle conquiste ottomane nella regione. Pranzo libero durante il tragitto o a Sarajevo.

Arrivo a Sarajevo nel primo pomeriggio, sistemazione in albergo e visita della città accompagnati dai referenti di Viaggiareibalcani.

Cena in ristrante nel centro di Sarajevo e pernottamento in albergo.

Forse ha ancora una volta ragione Rumiz quando afferma che quella dei Balcani è soprattutto una grande occasione perduta – una lezione che non abbiamo saputo (o voluto) far propria. In questi tempi di “scontro di civiltà”, la presenza all’interno dell’Europa di un Islam moderato e laico, abituato da secoli a convivere con le altre religioni, poteva diventare un punto di forza e dialogo con i paesi Arabi più integralisti.

Nel cuore di Sarajevo, a pochi metri di distanza l’una dall’altra, si trovano la cattedrale ortodossa, quella cattolica e numerose moschee. Non lontano è situata l’antica sinagoga, una delle testimonianze più importanti degli Ebrei Sefarditi, giunti in Bosnia alla fine del ‘500 in fuga dai roghi dell’inquisizione spagnola.

Accanto ai simboli di tolleranza religiosa e convivenza multietnica, la città si distingue anche per il mai sopito (neppure durante l’assedio) fermento culturale, ben rappresentato dalla famosa Vijecnica, la biblioteca distrutta durante l’ultima guerra.“                  

Mercoledì 20 giugno:  “I dintorni di Sarajevo”  SARAJEVO

Prima colazione in albergo.

Intera giornata dedicata alla scoperta della Bjelasnica, la montagna di Sarajevo. Accompagnati dal Sarajevo Bikers Club ci si arrampicherà lungo i tornanti della Bjelasnica per raggiungere Lukomir, tipico paese di montagna ad un’altitudine di 1.500 metri.

Rientro a Sarajevo, cena in ristorante nel centro città e pernottamento in albergo.

Giovedì 21 giugno: SARAJEVOPRIJEDOR

Prima colazione in albergo e partenza per Prijedor (km 246), attraversando il canyon del fiume Vrbas e splendide cittadine come Travnik (antica capitale della Bosnia a cavallo tra ‘600 e ‘700) e Jaice (dove si può visitare il museo dell’Avnoj, il Consiglio antifascista di liberazione popolare della Iugoslavia fondato a Bihac da Tito il 26 novembre 1942). Arrivo nel pomeriggio a Priejdor e sistemazione presso le famiglie del Turismo responsabile. Trasferimento a Petrov Gaj (5 km) ed incontro con il locale moto club di Prijedor “San Giovanni” che organizza ogni anno la “motorijada”, un raduno di motociclisti da tutto il mondo in Bosnia.

Cena barbecue / spiedo nelle sale di Dom Kulture e rientro a Prijedor per il pernottamento.

La città di Prijedor è nominata per la prima volta in una lettera del conte Adam Baćani durante la guerra di Vienna (1683-1699), descritta come una “cittadella fortificata sulla riva destra del fiume Sana”. Della fortezza non vi è più traccia, fu distrutta a seguito dell’annessione della Bosnia-Erzegovina all’impero Austro-Ungarico (1878). Il lascito austro-ungarico è quello ancor oggi più evidente, specialmente nell’architettura civile, nonostante l’incontrollato sviluppo urbanistico dell’ultimo secolo. Vienna portò in questa cittadina non solo abitazioni civili, ma aprì anche la prima ferrovia (1873), aprì le prime segherie della Bosnia-Erzegovina ma soprattutto la miniera di Ljubija, nei dintorni di Prijedor, che durante il ‘900 sarebbe diventato uno dei centri economici più floridi dell’intera regione. Sotto la Jugoslavia socialista di Tito, Prijedor conobbe un intenso sviluppo industriale, laddove accanto alla miniera di Ljubija si affiancarono altri colossi come la cartiera Celpak, il dolcifico Mira Cikota… inoltre nei dintorni della cittadina, sul monte Kozara, all’interno dell’omonimo parco nazionale fu inaugurato nel 1972 alla presenza di Tito un memoriale in ricordo dei partigiani caduti nella lotta contro il nazi-fascismo durante la battaglia del Kozara. Tale complesso divenne negli anni seguenti meta di gite scolastiche da diverse parti della Jugoslavia.

A partire dagli anni ottanta Prijedor – in linea con il trend dell’intero paese – conobbe un lento declino. La crisi economica jugoslava fu accompagnata dal risorgere di movimenti nazionalisti che sarebbero esplosi con violenza nell’aprile del 1992 con lo scoppio della guerra in Bosnia-Erzegovina (1992-1995). Prijedor fu teatro di una brutale pulizia etnica che di fatto ne eliminò la componente bosgnacca (che nel censimento del 1991 rappresentava il 51% dell’intera popolazione). A partire dal 1995 inoltre questa cittadina accolse numerosi profughi serbi provenienti dalla croazia (specialmente dalla krajina) e altre zone della Bosnia-Erzegovina.

Negli ultimi quindici anni – caso pressoché unico in Bosnia-Ezegovina – con i suoi venticinquemila bosgnacchi tornati ad abitare nelle loro vecchie abitazioni dopo anni di esilio in varie parti del mondo, Prijedor è diventata simbolo di un “ritorno possibile”.

Il turismo responsabile a Prijedor:

La rete del turismo responsabile di Prijedor è nata nel 2003 con il sostegno dell’Associazione Progetto Prijedor, intraprendendo un percorso di promozione del turismo rurale ed ecologico. Mettere in luce alcune potenzialità del territorio non ancora sufficientemente esplorate, rispondeva alle necessità evidenziate da turisti e persone che a vario titolo erano venute a contatto con questa realtà. La maggior parte degli aderenti sono donne che considerano questo lavoro come un’opportunità per condividere tradizioni culinarie e culturali delle loro terre. Nel 2007 quella rete ha formalizzato la sua struttura, divenendo Associazione Promotur, che conta oggi circa 25 famiglie nell’area di Prijedor. La rete si sta inoltre espandendo verso la zona di Martin Brod, Stivor e Stanica.  Web: http://www.promoturpd.org/?lang=en

Venerdì 22 giugno: PRIJEDOR – TRIESTE

Prima colazione in famiglia e a seguire breve visita insieme al moto club di Prijedor al Parco naturale del Monte Kozara e al monumento Mrakovica/Museo della II guerra mondiale.

Partenza in direzione Italia via Zagabria, Karlovac, Fiume (km 410 di cui 305 in autostrada e strada a scorrimento veloce)

con arrivo previsto in serata presso il piazzale antistante lo stadio „Nereo Rocco“ di Trieste.

Pranzo e cena liberi. Termine servizi.

Chilometraggio totale: km 1.300 circa (esclusi i trasferimenti per le visite)

Quota di partecipazione a persona: € 340,00

(supplemento singola 70,00)

La quota di partecipazione comprende: Pernottamenti con prima colazione come da programma presso famiglie e hotel *** in stanza doppia # Cene con bevanda incluse come da programma #  Visite guidate, ingressi ed incontri come da programma # Mediatori culturali in ogni località  # Assicurazione medico e bagaglio # Accompagnatore dall’Italia.

La quota non comprende: Quota associativa Viaggaireibalcani (euro 10,00 a persona da pagare al momento del ritrovo a Trieste); extra personali, mance e tutto quanto non include ne „la quota comprende“.

Documenti necessari: carta d’identità in corso di validità.

Iscrizioni entro l’ 17 MAGGIO 2012  e comunque sino ad esaurimento posti.

Acconto di € 100,00 da versare all’atto dell’iscrizione; Saldo entro il 17 MAGGIO 2012

Numero minimo di partecipanti 10 (Se il numero minimo non verrà raggiunto 20 giorni prima della partenza, il viaggio verrà annullato e l’acconto versato interamente restituito). Numero massimo di partecipanti: 20.

Si ricorda che per l’iscrizione al viaggio è necessario inviare i propri dati di residenza, codice fiscale, recapito telefonico, dati e targa della moto.

Per chi desiderasse pernottare a Trieste primo o dopo il viaggio, Viaggiareibalcani può fornire le indicazioni necessarie oppure prenotare direttamente albergo e/o servizi necessari.

Per informazioni  ed iscrizioni: info@viaggiareibalcani.net oppure 339/1246822

Organizzazione tecnica: Agenzia Viaggi ETLI-TN

Corso Rosmini, 82\A 38068 Rovereto (Tn)