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21.07.2011 | Croazia | turismo responsabile | 

Croazia: Vukovar 1991 - 2011

Vukovar vent'anni dopo. Vent'anni dopo l'inizio del conflitto jugoslavo; vent'anni dopo l'assedio durissimo che ha provocato la totale distruzione di una perla dell'architettura barocca; vent'anni dopo il trauma nelle relazioni tra Serbi e Croati in questa regione multietnica ...

Il nostro è un viaggio della memoria e un viaggio dello spirito. Ma è anche un ... viaggio in automobile, per percorrere con agilità le strade che ci conducono a ritroso ai luoghi e ai primi catastrofici momenti della guerra in Jugoslavia.

Vukovar e il suo territorio hanno ospitato per secoli numerose nazionalità (tedeschi, ungheresi, ebrei, serbi, croati, russini, ...) che hanno vissuto l’una fianco all’altra con il lavoro della terra, la cura degli animali ed i fitti commerci cittadini stimolati dalla presenza del Danubio.

Città borghese e operaia, a dispetto della distruzione subita nell'estate-autunno 1991, Vukovar sta portando a termine con ostinazione il restauro dei suoi prestigiosi gioielli architettonici.

Il mese di novembre è tradizionalmente consacrato al ricordo dell'assedio, della difesa e della caduta della città: un'occasione fondamentale per riflettere sulla rovina fisica e sulla distruzione morale e culturale di una città multietnica jugoslava, modello di operosità, convivenza e prosperità.

Ci immergeremo poi nei villaggi danubiani dell'area, che ci propongono numerosi e ricchissimi piani di lettura: storia, comunità, religioni e culture in effervescenza all'interno di un microterritorio multietnico.

E poi un tuffo nella Baranja, regione dove la minoranza magiara opera con maestria ed energia nella coltivazione di vigneti rinomati e dove villaggi dai tratti architettonici ungheresi si allungano lungo le sottili strade di provincia.

Apriremo questo viaggio ricco di suggestioni, curiosità e sorprese con una sosta a Zagabria, dove si respirano un passato ed una tradizione di nobiltà e lo chiuderemo con un breve passaggio a Lubiana, piccola Vienna del mondo slavo. Sosteremo infine a Jasenovac, lungo il placido fiume Sava, per visitare il memoriale realizzato dal grande architetto Bogdan Bogdanović, che riassume con profondità impareggiabile la tragedia delle migliaia di vite umane perdute nel campo di sterminio creato dal regime croato filonazista.

Vukovar 1991-2011, 17-20 novembre 2011

Guarda la galleria fotografica del viaggio.

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Libreria

Cirkus Columbia

Dopo l’uomo e la donna, uscì pigramente dalla Mercedes un grasso gatto nero – si vedrà in seguito che si trattava di un maschio. L’uomo si chiamava Divko di nome e di cognome faceva Buntić, la donna si chiamava Azra, mentre il gattone nero Bonny. Così almeno stava scritto sulla massiccia targhetta d’argento che aveva al collo. Quando si diffuse la notizia dell’arrivo del suddetto trio, gli abitanti di via Djuro Pucar Stari poterono appurare quanto segue: Divko è tornato finalmente in città e ha una nuova moglie, e tutti e due hanno un gatto nero grosso come un agnellino. Né ai vicini sfuggì che la nuova moglie di Divko era… musulmana.

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