5 Novembre 2008 | Balcani

Radoboj

Radoboj

Di chi sono le tombe?

Il territorio dell’attuale comune di Radoboj è abitato sin dall’antichità. A quali popoli appartenessero le famiglie che l’abitavano è ancora sconosciuto, ma si sono ritrovate tracce materiali della loro esistenza. Esplorando questa zona alcuni scienziati hanno trovato delle tombe, senza però riuscire a determinare chi sono i morti e quando sono stati sepolti.

La “Gazzetta della società archeologica croata” dell’anno 1879 riporta che sulla collina Podoštinje, sopra Radoboj, sono state trovate delle tombe preistoriche. Il primo a scoprirle, nel 1850, è il geologo Morlot che ha trovato undici tombe, dentro le quali ha rinvenuto ceneri, ossa e un pezzo di ferro.

Nell’anno 1860 Emanuel von Graffenried continua a scavare e porta via alcuni contenitori trovati nelle tombe e una specie di arma antica. In base ai documenti scritti, dopo di lui, Stephen Korajac, cappellano di Radoboj dal 1871 al 1879, riprende la ricerca e consegna al Museo Nazionale di Zagabria i pezzi di vasellame e ossa trovati.
In un torrente vicino al mulino è stata rinvenuta anche un’ascia di pietra, mentre un contadino locale, arando la terra, ha dissotterrato una moneta d’oro con il ritratto di Alessandro il Grande. Presumibilmente il denaro è stato riacquisito dal noto educatore illirico, Janko Bedenko, che lo ha consegnato a Ljudevit Gaj, figura centrale del movimento illirico, per portarlo al Museo Nazionale a Zagabria.

In tempi recenti, sopratutto dopo la ricostituzione del Comune, si è cercato di risvegliare l’interesse delle autorità per continuare le ricerche, ma finora senza successo. È un peccato, perché con i mezzi scientifici moderni si potrebbero ricostruire molto più precisamente gli eventi storici di questa regione.

Così resta solo la possibilità per i ben informati abitanti locali o gli alpinisti casuali di vedere, durante le loro gite nel bosco Podostenje, sulla Strahinjšćica, gli ancora ben visibili tumuli rotondi con un abbassamento nel mezzo, probabilmente rimasti dopo gli scavi effettuati più di cento anni fa.

Fonte: http://www.vrhovi.com