5 Ottobre 2009 | Balcani

Romani – delta del Danubio: i nuovi confini d’Europa

L’Europa, diceva Simone Weil, è uno stato d’animo.
Molte e diverse sono le modalità di sentirci cittadini europei: come opportunità – di far parte di una complessa arena politica e civica di pensiero e riflessione, di comprendere il proprio presente sempre più legato a meccanismi di interdipendenza e reciprocità; o al contrario come rischio – di vedere la propria identità soffocata sino a scomparire all’interno della nuova società multiculturale, di perdere parte di quei privilegi e benefici ascrittivi legati alla semplice nascita in uno Stato nazionale.

L’Europa, diceva Simone Weil, è uno stato d’animo. Molte e diverse sono le modalità di sentirci cittadini europei: come opportunità – di far parte di una complessa arena politica e civica di pensiero e riflessione, di comprendere il proprio presente sempre più legato a meccanismi di interdipendenza e reciprocità; o al contrario come rischio – di vedere la propria identità soffocata sino a scomparire all’interno della nuova società multiculturale, di perdere parte di quei privilegi e benefici ascrittivi legati alla semplice nascita in uno Stato nazionale.
Noi crediamo che l’Europa del futuro non potrà che pensarsi in termini di apertura e dialogo con ogni diversità (dalla più culturalmente vicina alla più lontana), al fine di maturare una consapevole conoscenza reciproca, imparando dall’altro ciò che può arricchirci e costruendo così percorsi di crescita individuale e collettiva, in termini politici, culturali e sociali, verso un’Europa capace di essere vera comunità di popoli e non mera unione di monete.
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