4 Febbraio 2010 | Balcani

Tajan

Tajan

Parco naturale

Con gli amici del club SNIK “Atom” di Zavidovici abbiamo visitato il Parco Naturale Tajan, facendo un giro con le biciclette, da Kamenica (sempre vicino a Zavidovici) verso Ponijeri (la montagna vicino a Kakanj). Una sezione dell’ associazione alpinistica “Tajan” è così attiva che con il tempo e’ diventata un vero e proprio club.

Oggi si occupano di speleologia, rafting, immersioni, sci, mountain bike e di soccorso in montagna. Nella storia della mountain bike della Bosnia Erzegovina saranno conosciuti per aver organizzato la prima gara di mountain bike nel 2001.

Tuttavia, ciò che impressiona è la semplicità di queste persone, l’amicizia, la voglia di scherzare … Partendo presto da Sarajevo li abbiamo trovati in un freddo mattino d’autunno, seduti in giardino davanti alla casa di uno di loro, in attesa che passassero freddo e nebbia mattutina per poter partire con il nostro viaggio. Dalle loro facce abbiamo capito che ieri sera avevano festeggiato fino a tardi. Ci fanno vedere le foto dalla festa, si vedono la fisarmonica, la chitarra… l’allegria. Ci dicono che sono andati a letto alle 4 del mattino, ma questo non li preoccupa di fare il giorno dopo un tour di 40 chilometri senza alcun problema.

Dobbiamo riconoscere che i ragazzi di “Atom” sono molto attivi nella natura e hanno fatto una grande cosa per l’intera regione: con la loro continua attivita’ sono riusciti ad ottenere che una superficie di circa 50 miglia quadrati sia diventata un parco naturale con il divieto di abbattere gli alberi nel bosco. All’ingresso del parco c’è un cancello e ciò che ci ha impressionato tutti e’ il fatto che da nessuna parte non vediamo lattine, rifiuti o qualcosa che possa indicare la presenza degli visitatori irresponsabili. Solo natura intatta. Interessante anche il fatto che l’intera area della foresta sia ricca di conifere, anche se ci troviamo su un altitudine che varia tra i 400 e i 1.200 metri. Scopriamo che qui c’è un clima di montagna e che le conifere favoriscono il terreno roccioso e che per questo si trovano cosi a bassa quota.

Guidare la bicicletta da queste parti e’ un vero godimento. Il percorso della ex linea ferroviaria e’ diventato un nuovo sentiero. La salita e’ lieve e soltanto verso meta’ della strada si sente una pendenza maggiore. Splendido e ricreativo il giro in cui per tutto il tempo si può godere di piccole cascate e laghetti fatti dal fiume Luznica che la strada accompagna lungo il canyon.

Per non sembrare tutto troppo facile e divertente i ragazzi di “Atom” hanno proposto un po’ di “esplorazione”. Vale a dire, alla fine di questa strada c’è un posto dove passavano i camion che prima prendevano gli alberi dal bosco. Da li dobbiamo trovare la strada giusta che ci porta a Ponijeri. Abbiamo portato le bici a mano lungo il torrente, poi le abbiamo spinte sui sentieri troppo ripidi, dilemma se girare a destra o alla sinistra… qualcuno ha scherzato: dove andremmo a finire dopo che abbiamo accettato di andare a “esplorare” con gli speleologi?”.

Siamo finiti su dei bei prati di montagna a Ponijeri e poi dopo nella baita bevendo il te’ caldo o la birra (a scelta). La loro ospitalità e’ davvero grande e il proprietario ci ha offerto ancora da bere ma abbiamo dovuto continuare. Chiediamo il prezzo per una notte qui e la risposta descrive tipica ospitalita’ bosniaca: “Venite, venite, per il prezzo ci metteremo facilmente d’accordo. Varia da 3 a 300 marchi ma il letto è sempre pulito. “.

A Ponijeri abbiamo visto una strana “stufa a legna”. Qualcuno ha incavato un grosso pezzo di tronco mettendo dentro un mattone refrattario trasformandolo cosi in una stufa.
Poi siamo scesi verso Kamenica. Meravigliosi 15 chilometri di strada sterrata dopo di che siamo tornati a Sarajevo. Nostri amici non capiscono perché stiamo andando cosi in fretta mentre la ciotola d’ argilla con il “bosanski lonac (specialita’ culinaria tipica bosniaca)” e’ sul fuoco…

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