10 Agosto 2011 | Serbia | turismo sportivo

Col 'cinquino' in Serbia

Col 'cinquino' in Serbia

Il 19 luglio, presso la Camera di Commercio di Belgrado, è stato presentato ufficialmente il Tour della Serbia organizzato dal Fiat 500 Club Italia che partirà da Novi Sad il 20 agosto. Viaggiare i Balcani lo seguirà tappa dopo tappa attraverso diari di viaggio, materiale fotografico e video.


di Giorgio Andrian – Fuori fa un caldo torrido ma la sala è piena: è mezzogiorno di martedì 19 luglio è al 4 piano dell’edficio che ospita la Camera di Commercio di Belgrado comincia la conferenza stampa di presentazione del ‘Tour della Serbia’, organizzato dal FIAT 500 Club Italia. “Cosa sarebbe la vita senza i sogni”? esordisce il Presidente della Camera di Commercio nel suo saluto di benvenuto alla sala gremita “e la 500 è stato il sogno di milioni di italiani che desideravano dotarsi di un automobile” continua Giorgio Andrian, l’ideatore e l’organizzatore del Tour della Serbia per conto del FIAT 500 Club Italia (www.500clubitalia.it), di cui è il fiduciario a Belgrado.

Dando uno sguardo a chi siede attorno al grande tavolo, ci si accorge dell’ampio spettro di partners che si sono ritrovati a condividere la filosofia del Tour: ognuno ho trovato una nicchia di interesse nell’iniziativa ed ha aderito con entusiasmo.

Trattandosi della 500 (il mitico ‘cinquino’ come viene subito precisato) il primo pensiero va alla FIAT – presente all’incontro –  e che in Serbia sta facendo un grosso investimento industriale per la produzione di un nuovo modello. Ma il Tour – come sottolinea Andrian – è molto di più di un evento motoristico: la 500 è concepita come un mezzo appropriato per scoprire lentamente le bellezze della Serbia. Il Tour – come si legge nella home page del sito dedicato (www.tourdellaserbia.eu) – è dedicato al patrimonio naturale e culturale della Serbia: la presenza dell’Organizzazione del Turismo della Serbia testimonia l’occhio di riguardo con cui il settore turistico del paese guarda all’evento. “La valorizzazione del patrimonio non si esaurisce con il restauro dei monumenti” precisa Andrian “ma deve essere seguito da una serie di attività tramite le quali questi bene vengono utilizzati da più persone”. Ed ecco perchè c’è anche Banca Intesa al tavolo a spiegare come il primo gruppo bancario nel paese sta investendo in questa direzione.

“Tutti noi di una certa età abbiamo imparato a guidare con la 500” precisa Franco Dalneri, importante animatore di Sistema, un’associazione che svolge una preziosa azione di supporto alla comunità delle imprese italiane presenti in Serbia e – viceversa – di quelle serbe presenti in Italia; “e noi tutti ne abbiamo apprezzato la semplicità e la praticità: dovrebbe servire da modello di riferimento anche per le azioni imprenditoriali che stiamo promuovendo nel paese”, conclude l’imprenditore. La compagnia di assicurazioni DDOR di Novi Sad – che supporta con entusiasmo il Tour – era presente con una nutrita delegazione a significare l’importanza che per loro gruppo signiifca appoggiare l’iniziativa. E il momento più sponstaneo giunge alla conclusione della parte ufficiale, quando – durante il rinfresco – molti appassionati del ‘cinquino’ (che in Serbia  chiamano simpaticamente ‘mala ficia’) si sono presentati dicendo che non vedono l’ora di assistere all’arrivo delle piccole auto. L’appuntamento è a Novi Sad, sabato 20 agosto, quando arriveranno i partecipanti (provenienti da varie regioni d’Italia) che daranno vita a questa simpatica avventura su quattro piccole ruote! Per una settimana tutti assieme circoleranno lungo un itinerario che inanella alcuni dei luoghi più belli e rappresentativi del paese: dalle grandi città (Novi Sad e Belgrado) alle campagane della Vojvodina; dalle gole del Danubio alle montagne di Mokra Gora. Con qualche ‘sopresa’: come l’apparizione della 500 (una Jolly carrozzata Ghia) che Tito ha ricevuto in regalo da Agnelli nel 1961 e che il Direttore del Museo dell’Automobile di Belgrado ha promesso di rimettere in moto per l’occasione! Non ci resta che augurare a tutti ‘srecen put’!

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