23 Gennaio 2012 | Kosovo | turismo enogastronomico

Kosovo (ovvero gli arretrati)

Kosovo (ovvero gli arretrati)

di Elisabetta Tiveron e Nicola Fossella. Il diciasettesimo post tratto dal Blog “La Strada del cibo“. Prima di ri-partire per il Kosovo, Elisabetta racconta la visita di quest’estate a Kosovska Mitrovica.

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Diciottesimo Post – 28 dicembre 2011

tag: viaggio, Kosovo, Balcani

Siamo in ri-partenza, a breve (tra una decina di giorni).
Un po’ di Croazia, Serbia, Albania… ma la destinazione principale è il Kosovo.
In estate ci eravamo già stati, a Kosovska Mitrovica… e ancora non ne avevamo parlato!
Città divisa in due, che in questi mesi – da luglio in poi – è salita più volte agli onori delle cronache (qui si trovano numerosi articoli ed approfondimenti), a causa dei disordini scoppiati… anche in questo momento la situazione non è facile, come in tutta la regione settentrionale, di etnia serba, che non accetta il governo centrale di Pristina (albanese, come del resto la maggioranza della popolazione kosovara).

Kosovo (ovvero gli arretrati)

Ingresso in Kosovo dal posto di frontiera di Jarinje (dato alle fiamme a fine luglio 2011 – si trova nel nord del Paese, lungo statale che scende da Belgrado)

Quelle che seguono sono immagini del quartiere serbo di Mitrovica: bandiere nazionali un po’ ovunque, automobili senza targhe (per protesta vengono tolte quelle rilasciate dal governo centrale), slogan inneggianti a Radovan Karadžić… l’unico posto, tra quelli in cui abbiamo viaggiato in questi mesi, dove ci sia stato espressamente richiesto di cancellare fotografie appena scattate. I residenti non vogliono essere fotografati, e gli stranieri vengono visti con sospetto (anche gli italiani, nonostante siano considerati “amici”). L’atmosfera che si respira è quella del “noi – serbi kosovari – abbiamo contro il resto del mondo”, quasi fosse ormai un dato scontato, che giustifica la loro diffidenza (che talvolta sfocia nell’ostilità aperta).

Kosovo (ovvero gli arretrati)

Kosovo (ovvero gli arretrati)

 

Kosovo (ovvero gli arretrati)Kosovo (ovvero gli arretrati)

Il ponte sul fiume Ibar, che divide la città: sullo sfondo, il quartiere serbo

La porzione albanese della città è più estesa, ordinata (i serbi lamentano che gli aiuti arrivino soltanto qui) e tranquilla. C’è maggior circolazione di beni e denaro (quest’ultimo proveniente per lo più dalle rimesse degli emigrati nei Paesi dell’Europa centro-settentrionale), i negozi sono più forniti, ci sono caffetterie e ristoranti. Non che si respiri un clima di benessere, ma la qualità della vita di qua del ponte è leggermente migliore.

Kosovo (ovvero gli arretrati)

Kosovo (ovvero gli arretrati)Kosovo (ovvero gli arretrati)

 

Kosovo (ovvero gli arretrati)Kosovo (ovvero gli arretrati)

“Gruppi di controllo e collegamento impegnati per voi” – la forza di pace internazionale è ancora ben presente su tutto il territorio kosovaro

Stavolta saremo invece diretti verso le montagne e i villaggi della val Rugova, non lontano da Peć/Peja. Confidiamo nelle prestazioni della vecchia inossidabile pandina

CopyrightTesti e fotografie © Elisabetta Tiveron – Nicola Fossella 2011.
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