22 Giugno 2009 | Balcani

Proposte di itinerari formativi e di viaggio del turismo responsabile nei Balcani

“Viaggiare i Balcani”, oltre ad essere una piattaforma interattiva per lo sviluppo di un turismo responsabile nella regione, si occupa anche dell’organizzazione di percorsi e itinerari formativi, rivolti in particolare ai giovani, per far conoscere una realtà segnata anche recentemente da un devastante conflitto, ma anche da percorsi di rinascita e di cooperazione che vedono protagoniste le comunità trentine.

“Viaggiare i Balcani”, oltre ad essere una piattaforma interattiva per lo sviluppo di un turismo responsabile nella regione, si occupa anche dell’organizzazione di percorsi e itinerari formativi, rivolti in particolare ai giovani, per far conoscere una realtà segnata anche recentemente da un devastante conflitto, ma anche da percorsi di rinascita e di cooperazione che vedono protagoniste le comunità trentine.
Percorsi formativi che prevedono momenti preparatori, serate di approfondimento che toccano argomenti e problematiche inerenti la geografia, la storia, gli intrecci culturali e religiosi che hanno segnato profondamente e straordinariamente questi territori, ed infine la realizzazione di viaggi alla scoperta di questi luoghi. Viaggi che – a seconda delle necessità – possono durare pochi giorni oppure essere più strutturati.

Nel giugno 2007 con il Piano di Zona del Comune di Cles (Trento) e di altri Comuni limitrofi, abbiamo realizzato un percorso formativo ed accompagnato oltre 130 ragazzi alla scoperta delle bellezze e della storia della Bosnia-Erzegovina. Allo stesso modo, nel corso degli ultimi anni sono stati organizzati percorsi formativi (conclusisi con un viaggio sempre in Bosnia-Erzegovina) con diversi licei trentini, il Piano di Zona del Comune di Faedo (Trento) e una scuola media di S.Giuliano Milanese.

Sulla base dell’esperienza maturata, siamo a presentarvi l’opportunità di promuovere esperienze analoghe nei vostri comuni o scuole, nella convinzione che tali iniziative possano aiutare i ragazzi delle nostre comunità a migliorare il rapporto con le nuove forme di cittadinanza e di superare la paura/avversione verso l’altro da te.