26 Agosto 2011 | Serbia | turismo sportivo

Ficjie e Cinquini

Ficjie e Cinquini

Antichi palazzi romani, strade di montagna e Kragujevac. L’ingresso nella citta, la ‘Torino dei Balcani’ è spettacolare: i cinquini vengono infatti scortati dalle mitiche ficjie degli amici del local club delle 600.
La comune passione per auto e motori fa subito saltare ogni tipo di barriera linguistica e timidizza. E i nostri viaggiatori si fermeranno a chiacchere fino a tardi.

 

Il serpentone di inquini si mette in moto al seguito della polizia locale che ha deciso di scortarci; la nostra popolarità alle volte crea problemi al traffico, dal momento che siamo inseguiti da appassionato che si mettono a fare ogni tipo di manovra pur di avvicinarsi a noi e scattare qualche foto.

Presto si lascia la strada principale per salire apparentemente verso il nulla: in realtà ben presto all’orizzonte si staglia il profilo di una cerchia muraria: siamo arrivati al sito della ‘Felix Romuliana’, a Gamzigrad. “Si tratta delle rovine di un bellissimo palazzo che l’Imperatore Galerio aveva fatto costruire per trascorrerci l’ultima parte della sua vita” ci spiega la guida, “e che aveva deciso di dedicare a sua madre”. Le facce dei partecipanti sono stupite nel momento in cui ci viene detto che ben sedici (!) imperatori romani sono nati nei territori dell’attuale Serbia!

Dopo una bella foto di gruppo si parte: ci attende ancora un bel pezzo di strada attraverso le montagne. Il paesaggio è di quelli incontaminati che ci riconciliano con la natura; anche perché spesso capita di dover fare lo slalom tra pecore e mucche che tranquillamente ci attraversano la strada: loro di cinquini non ne hanno mai visti!

AbbracciMa tutti siamo concentrati sulla destinazione finale: Kragujevac, la ‘Torino dei Balcani’ dove sappiamo esserci gli amici del local club delle 600 (le mitiche ‘ficije’ come le chiamano da queste parti). Anche loro ci stanno aspettando e ci vengono incontro all’uscita dall’autostrada per ‘scortarci’ con le loro simpatiche auto fino in centro. “Avreste dovuto fermarvi qualche giorno almeno” ci dice il Sindaco, accogliendoci con il sorriso: “questa città è così ricca non solo dal punto di vista della storia dell’automobilismo!”.

A tavola alla sera le barriere linguistiche spariscono rapidamente quando si comincia a parlare dei vari modelli di motore, del tipo di carburatore piuttosto che di pompa della benzina: per qualche ora la lunga tavola imbandita in uno dei vecchi locali della città diventa il luogo della comunicazione privilegiata tra persone provenienti da realtà lontane ma accomunati dalla stessa grande passione: quella per le auto e i motori.

Nessuno ha voglia di andare a dormire e la simpatica chiacchierata continua fino a notte tarda in giro per il centro. 


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