18 Dicembre 2008 | Balcani

Il successo delle proteste

Il successo delle proteste

Misurare le emissioni inquinanti

di Dejan Georgievski – Le proteste della popolazione dei villaggi che vivono nelle vicinanze della raffineria macedone di petrolio (OKTA) hanno avuto successo. L’amministrazione della raffineria ha accettato le richieste e installerà la stazione per misurare il livello di inquinamento, con obbligo di ricostruire il sistema di drenaggio delle acque reflue della raffineria.

L’accordo è stato raggiunto lunedi 24 novembre in occasione di una riunione presso il Ministero dell’ambiente che sottoscriverà il contratto, insieme con i rappresentanti del Comune di Ilinden e la stessa raffineria.

Il sindaco di Ilinden, Zika Stojanovski, e’ ottimista e spera che il problema dei blocchi del traffico durante le proteste si risolva, dicendo anche che è stato raggiunto un accordo grazie al quale OKTA finanzierà l’acquisto dell’attrezzatura per la misurazione dell’inquinamento.

L’accordo raggiunto significa la fine delle lunghe proteste degli abitanti dei villaggi di Bujkovci e Miladinovci che sono i più vicini alla raffineria. La popolazione di questi paesi già da anni avvertiva le autorità sul problema dell’inquinamento causato dalla raffineria, e soprattutto sui sempre più frequenti casi di malattie respiratorie nella zona.

L’inquinamento causato dalla raffineria crea effeti negativi sulla qualità di aria e terra nelle zone limitrofe, provocando enormi danni alle generazioni presenti e future. Inoltre, le raffinera scarica un insopportabile fetore che si sente a chilometri attorno ad esso.

Un anonimo gruppo di autori, motivato dai problemi degli abitanti, ha creato un sito web satirico di un’ inesistente agenzia turistica OKTA Village Travel, che offre il cosidetto “turismo d’inquinamento” affermando che la raffineria rappresenta l’attraente destinazione turistica della zona, sotto il motto: OKTA Village – un posto per nuove esperienze di vita. (Visita www.oktavillagetravel.com).

L’amministrazione di OKTA, di proprietà di una compagnia petrolifera greca (Hellenic Petroleum), per anni ha rifiutato di accettare la propria responsabilità per l’inquinamento. Dalla privatizzazione in poi i media hanno accusato i proprietari greci che di non aver fatto alcun investimento per migliorare gli standard di sicurezza della raffineria dove ancora si utilizza vecchia un’obsoleta apparecchiatura che neccesita di totale ricambio.