3 Febbraio 2009 | Balcani

Vi parlo della Macedonia

Vi parlo della Macedonia

La perla dei Balcani

di Dušica Sinadinovska – Un territorio apparentemente piccolo nasconde in realtà tanti tesori: siti archeologici e monumenti che parlano del suo passato tormentato, un vasto bagaglio culturale – fatto di musica, poesia, vino – come del resto le sue bellezze naturali, che hanno portato la Macedonia ad essere conosciuta nell’area come la “Perla dei Balcani”.

La Macedonia è un piccolo stato a nord della Grecia che ha ottenuto la sua indipendenza nel 1991 con il nome FYROM (Formal Yugoslav Republic Of Macedonia). Con una superficie di circa 26 mila chilometri quadrati, è abitata da oltre 2 milioni di persone e comprende diversi culti religiosi, come si può facilmente riconoscere nell’architettura delle città.

Le origini della Macedonia risalgono al VIIª secolo a.C. quando il re Perdika della dinastia degli Argeadi fondò il primo stato macedone. Il paese ha raggiunto il suo zenit durante il regno di Fillipo IIª (359 – 336 a.C) e successivamente con il governo del suo figlio Alessandro Magno che ha portato i confini del territorio fino all’Egitto e all’India.

Poco è rimasto di questa dominazione perché i governatori che succedettero dopo la morte di Alessandro Magno gradualmente persero il loro potere ed i territori conquistati. Nel 146 a.C. il territorio dell’attuale Macedonia divenne una provincia romana ed a questo periodo datano gli splendidi mosaici che è possibile vedere ancor oggi nei siti archeologici di Heraklea, Stobi e Skupi, come anche la bellissima città di Ohrid che è sotto la protezione di UNESCO, grazie alla sua grande concentrazione dei monumenti d’arte.

Strategicamente situata sulla via di passaggio tra Oriente e Occidente, sulle strade che congiungono il Mar Nero all’Europa, la Macedonia è stata nel corso dei secoli terra di passaggio e a volte anche di invasioni e razzie, da parte di popoli diversi, che hanno lasciato traccia in questa terra della loro cultura.
Una storia di invasioni, conflitti e a volte terremoti, eventi che nel corso dei secoli hanno a più riprese ostacolato la stabilità e la prosperità di questo paese, che anche per questo è stato a lungo all’ombra degli stati confinanti.

Fino al XII secolo la Macedonia fu governata dall’impero Bizantino, dominio interrotto dall’invasione degli Slavi nel VII secolo, che portò ad un mutamento profondo della popolazione e di cultura, abitudini e lingua. Questo portò alla necessità per Bisanzio, al momento della riconquista, di inventare un nuovo alfabeto per la lingua slava che all’epoca era solo orale, al fine di reintrodurre la cultura cristiana e di fornire una base per la riunificazione ed amministrazione del territorio.
L’alfabeto cirillico, che in seguito si diffuse in tutto il mondo slavo, fu creato ad Ohrid da Cirillo e Metodio, fratelli originari di Salonico di padre greco e madre slava, per tradurre la Bibbia in una lingua che potesse essere compresa dalla gente. Questo ha facilitato la diffusione del Cristianesimo su tutto il territorio abitato dagli slavi.
In questo periodo la Macedonia è stata l’area nevralgica per la cultura slava, con scuole e centri religiosi specializzati nella traduzione e divulgazione di testi sacri. Moltissimi monasteri, chiese ed opere d’arte restano a testimonianza di quest’epoca di grande rigoglio culturale nella storia macedone.

In seguito, con la conquista ottomana del XIV secolo, portò ad un ulteriore cambiamento del paesaggio architettonico e culturale. Ponti, moschee dai caratteristici minareti, Bagni turchi (Hammam), fortezze (Kale), bellissimi centri religiosi delle comunità di dervisci (Teke) e caravanserragli (An), nomi che tutt’oggi restano nella geografia locale.
Costruzioni che non sono state distrutte dopo il ritiro dei turchi nel XX secolo, ma che sono state in genere convertite ad usi diversi. Ecco perché ancor oggi è possibile visitare mostre d’arte in posti come Daut pašin hamam (bagno turco), Kuršumli An (Caravanserraglio di Kurshumli) oppure pranzare nel Kapan An (Caravanserraglio di Kapan) a Skopje.

Dalla fine della seconda guerra mondiale la Macedonia è stata parte della Yugoslavia: un bagaglio storico per niente da sottovalutare data l’importanza che ha avuto nella ricostruzione, nelle vie della comunicazione, nell’educazione e soprattutto nella mentalità che questo popolo ha sviluppato sentendosi parte di un paese che ha dato inizio, insieme ai presidenti di India ed Egitto, anche alla formazione dell’alleanza dei paesi non-alleati. Molte sono le testimonianze di questo periodo, tanti monumenti e onorificenze ai caduti nella guerra, rilevanti i ricordi che questa esperienza iugoslava ha lasciato a coloro che l’hanno vissuta. Si trovano anche gruppi di sostegno della dottrina di Tito, il presidente iugoslavo tanto amato dai piccoli pionieri quanto discusso dagli storici, e anche qualche bandiera tricolore con la stella in centro come segno di nostalgia dei tempi che a tanti sembrano stati migliori.

Il paese nonostante i ripetuti cambiamenti ed i terremoti che a volte hanno segnato la sua storia, di cui l’ultimo nel 1963, ha fatto molto per ricostruirsi ed oggi è un paese vibrante ricco di un’atmosfera serena, ospitale e dinamica. Festival, rassegne e workshop internazionali portano artisti da tutte le parti del mondo a visitare la Macedonia. Il festival della poesia a Struga è famoso a livello mondiale e vi hanno preso parte poeti come Ungaretti, Pablo Neruda e Josif Brodski.

Una nota particolare merita la musica macedone, parte integrante della cultura. La sua unicità consiste nella varietà dei ritmi musicali che derivano dalle influenze lasciate dalle diverse culture attraverso i secoli. Ogni anno più di 24 eventi musicali danno la possibilità a musicisti di stile diverso (tradizionale, pop, coro, musica classica, gitana, jazz, danza e molti altri) di esibirsi e far conoscere il proprio lavoro. Alcuni di questi eventi hanno luogo nelle chiese bizantine e negli antichi caravanserragli.

In Macedonia il passato e il presente sono spesso intrecciati. Se andate a fare una passeggiata nei piccoli villaggi, potete incontrare persone che indossano ancora gli abiti tradizionali: in particolare le donne anziane che trovano difficile abbandonare le antiche tradizioni e possono essere viste di fronte alle loro case a chiacchierare con le vicine di casa. Inoltre ogni anno a Galićnik, un piccolo villaggio nell’ovest della Macedonia, ha luogo un’affascinate e singolare festa conosciuta come Matrimonio di Galićnik. Le giovani coppie vengono apposta per sposarsi, secondo i riti tradizionali che durano più di due giorni. In questa occasione la gente indossa gli abiti tradizionali e vengono suonati gli strumenti della tradizione e tutti, compresi i visitatori, sono benvenuti a prendere parte alla festa.

Tutti questi aspetti fanno della Macedonia un paese speciale.
Il cibo buono e genuino, e il vino sono famosi in tutti i paesi balcanici. La bellezza della natura fa trattenere il respiro: le alte montagne, le colline dolci, i laghi trasparenti e gli sconfinati campi a maggio pieni di papaveri. Molti studiosi vengono in queste terre appositamente per studiare le molte specie di piante ed animali, che si trovano solo in queste aree.

La Macedonia è un paese piccolo, ancora poco conosciuto dal turismo, ma che merita visitare.
Molti di quelli che hanno avuto occasione di visitarla spesso portano nel cuore un affetto sincero per questo popolo e questa terra.