1 Giugno 2011 | Montenegro | seenet

Sentieri partigiani in Montenegro. Prima parte

Sentieri partigiani in Montenegro. Prima parte

di Eugenio Berra – La parte interna del Montenegro non è solo sinonimo di turismo naturalistico, camminate o percorsi in mountain bike. A questi si può coniugare – basta poco, qualche lettura pre-partenza e un pò di curiosità al momento dell’arrivo – un viaggio parallelo a ritroso nel tempo, stazione d’arrivo: gli anni 1941-1945.

I dintorni di Nikšić, cittadina del Montenegro centro-occidentale non lontana dal famoso monastero di Ostrog, sono stati scelti dall’amministrazione comunale come sede di implementazione del progetto “Valorizzazione del turismo ambientale nei territori di Scutari, Niš, Kraljevo, Nikšić, Peć/Peja”. Il nostro viaggio parte da qui, più precisamente all’interno della Nikšićka Polje (la piana di Nikšić), tra antichi ponti romani, laghi artificiali e una ricca vegetazione composta perlopiù di frutti di bosco (more e lamponi), alti pioppi e piante di rosa canina.

Accompagnati da due membri della municipalità – Momcilo Mićunovič e Jelena Vujović – percorriamo ciò che diventerà un percorso cicloturistico della lunghezza di trentacinque chilometri, da collegare in futuro alla più ampia rete cicloturistica montenegrina. “L’alluvione di novembre ha colpito anche questa regione” ci racconta Momcilo Mićunovič, “provocando danni e inquinando le rive dei laghi. Ora siamo al lavoro per ripulire tutto entro la fine dell’estate” . Il percorso cicloturistico avrà una forma circolare: “il punto di partenza sono i principali hotel cittadini, dove sarà possibile noleggiare bici ed equipaggiamento. Da qui si partirà a raggiera in entrambe le direzioni, percorrendo sia strade asfaltate che sterrate”.

Image and video hosting by TinyPicPassiamo dai laghi Krupac e Slano, tutt’intorno le alte montagne montenegrine che segnano il confine con Kossovo e Bosnia-Erzegovina. “Lì dove oggi sorge il lago Krupac, al posto di quell’isoletta un tempo vi era una collina su cui in passato si trovava ne una fortezza turca posta a difesa delle  incursioni provenienti  dalla Bosnia e dalla costa croata” . Prima di rientrare in città c’è tempo per visitare una piccola chiesa ortodossa, nel cui giardino antistante sono presenti alcuni ste?ci bogumili, l’antica eresia cristiana sviluppatatasi tra il X e il XII secolo nella regione.

 

Dvorac Kralja Nikola (il palazzo del re Nicola) fu costruito tra il 1896 e il 1900 – lo stesso periodo della fondazione della chiesa di San Basilio di Ostrog, situata a poche decine di metri. L’edificio, in puro stile neo-rinascimentale, è stato fino al 1984 sede del ginnasio cittadino. Ospita oggi la biblioteca comunale, la galleria d’arte e il museo nazionale.                                                                              

Decidiamo di visitare quest’ultimo, incuriositi dal consiglio di un amico: “andate a scovare la foto di Ljubo upić, partigiano montenegrino e simbolo della resistenza a Nikšić”.

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Dvorac Kralja Nikola (il palazzo del re Nicola) fu costruito tra il 1896 e il 1900 – lo stesso periodo della fondazione della chiesa di San Basilio di Ostrog, situata a poche decine di metri. L’edificio, in puro stile neo-rinascimentale, è stato fino al 1984 sede del ginnasio cittadino. Ospita oggi la biblioteca comunale, la galleria d’arte e il museo nazionale.

Decidiamo di visitare quest’ultimo, incuriositi dal consiglio di un amico: “andate a scovare la foto di Ljubo Cupić, partigiano montenegrino e simbolo della resistenza a Nikšić”. Suddiviso in numerose stanze e composto per lo più di materiale fotografico, ripercorre la storia della città e del territorio circostante sin dai primi insediamenti romani, passando per il periodo turco – quando era conosciuta col nome di Onogost – sino alla sua storia moderna e contemporanea. Finalmente, nell’ultima stanza del museo dedicata alla seconda guerra mondiale, mi imbatto nella foto di Ljubo: la foto è stata scattata pochi minuti prima della sua esecuzione per mano dei collaborazionisti četnići: mani e polsi legati, lo sguardo fieramente rivolto all’obiettivo, un sorriso di sfida invade il suo volto. Un sorriso in faccia ai suoi assassini e alla morte che dopo pochi minuti lo avrebbe raggiunto inesorabile.

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