11 Dicembre 2009 | Balcani

Zelengora

Zelengora

Per un po’ di tempo gli occhi degli amanti della mountain bike di Sarajevo sono diventati lucidi parlando di Zelengora, soprattutto di quelli che hanno avuto l’opportunità di vedere da vicino Maglic e che hanno ammirato i suoi folti boschi e le cime delle montagne. Per la maggior parte della gente Zelengora, oltre che per le storie dei partigiani che vi si nascondevano durante seconda guerra mondiale, rappresenta qualcosa di lontano, un po ‘ irraggiungibile e mistico.

Pertanto, non sorprende che per il nostro tour ci siano 35 partecipanti registrati. Amir è tornato dal mare per venire a Zelengora, Milan ha pagato un taxi da Foca al punto di partenza, Aida è arrivata la sera prima da Genova e subito ci ha raggiunti. Il più giovane di noi ha 14 anni, il più vecchio 47, ragazze e ragazzi, tutti desiderosi di avventura e amicizia.

Abbiamo discusso a lungo da che punto accedere alla montagna: salire da Tjentiste e tornare usando la stessa strada o partire da Cemerno o… Alla fine ci siamo decisi a partire da Kalinovik, più precisamente dal villaggio Jažići che si estende su circa 25 km in una sola direzione con obiettivo il lago di Orlovac (Orlovacko). Il piano era semplice: raduno in Dobrinja alle 6,00h, partenza alle 6.30h . Nessuno era in ritardo e siamo partiti alle 6.29h.

I primi chilometri di curve verso la Bosnia orientale trascorrono scherzando e di buon umore, cosi’ che qualcuno ha detto che sembriamo “ad un matrimonio”. La sensazione di lasciare la civilta’ per entrare nel mondo della natura intatta è palpabile gia’ sulla salita per Kalinovik. Davanti alla nostra colonna, dal bosco fitto, esce un piccolo cerbiatto che salta un centinaio di metri davanti alla macchina. Un’ immagine inaspettata e bella. Poco dopo arriviamo sull’altopiano roccioso attraverso il quale si arriva a Kalinovik. Gli scherzi e le risate lasciano il posto al canto delle cicale e al silenzio attorno a noi. E’ mattina presto, la natura si sta svegliando. Qualcuno esclama: “Che bellezza!”.

Ma questa è solo un’ouverture della bellezza che avremmo incontrato quel giorno. La guida di Jazici ci porta lungo una buona strada sterrata, attraverso un bosco di conifere, le cui cime toccano il cielo. La strada fino al lago di Orlavac e’ stata semplice: due – tre incroci e la strada che sale e scende senza grandi e ripide salite. Dopo essere usciti dal bosco, davanti a noi si apre una bellissima vista: radure erbose incorniciate da creste e cime (Golovo brdo – 1753 m, Velika Lelija – 2032 m , Videz – 1864 m) e altre di cui non abbiamo scoperto i nomi.

L’ arrivo al lago di Orlovac è davvero spettacolare. Dopo aver attraversato una pianura erbosa, al improvviso, come l’occhio di un pesce ci appare un lago verde-blu di forma irregolare, incorniciato da dorsali montuose. La maggior parte di coloro che sono arrivati qui per la prima volta si fermano un momento per ammirare la bellezza della natura. Naturalmente, sono pochi i ciclisti che non vogliano nuotare in acque limpide a 1460 m sul livello del mare… cosi una nuotata la facciamo anche noi.

Ma abbiamo ancora tempo a disposizione e decidiamo di visitare un altro lago vicino (Jugovo jezero). Anche se artificiale, la bellezza di questo lago non e’ inferiore a quello precedente. Ha presso il nome dal suo costruttore, un certo Jugo, che è stato operaio nel Parco Nazionale Sutjeska, che con un semplice muro di pietra ha deviato il ruscello creando questa perla circondata dai picchi Kalelija i Stog.

Dopo aver fatto un bagno ci mettiamo sulla strada del ritorno: prendiamo acqua fresca dalla sorgente e riposiamo sulla radura dove respira una piacevole brezza. Tutti sono un po’ dispiaciuti perche’ si sta ritornando, come se non fosse bastato stare in compagnia per tutta la mattina. Un altro momento condiviso: birra fresca e bibite nel giardino estivo di un caffè-bar in Dobrinja. Parliamo del giorno trascorso ridendo e progettiamo di andare su nuova montagna per il prossimo fine settimana.

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