19 Dicembre 2010 | Balcani

Nella carsija di Bitola, per scoprire gli odori ed i sapori tradizionali

Nella carsija di Bitola, per scoprire gli odori ed i sapori tradizionali

Viaggio nella città che conserva memorie d’Oriente con lo sguardo rivolto ad Occidente.

di Sara Gigante – Bitola, conosciuta anche come la città dei consoli, è situata sull’antica via Ignatia che collegava Salonicco con la costa adriatica. Secondo le stime è, per grandezza, la seconda città della Macedonia ed è situata nel sud-ovest del paese.

Fonte di ispirazione per poeti e cantanti di tutte le epoche- si contano circa 500 canzoni dedicate a Bitola- la bellezza e la sua posizione la rendono una tappa obbligatoria per i viaggiatori che amano la storia e la ricerca. Una visita la meritano senza dubbio le rovine della città di Heraklea, importantissimo centro militare e strategico, voluto da Filippo II.
Gli scavi, iniziati nel 1938, hanno portato alla luce de resti significativi e ben conservati come,
ad esempio, i mosaici e le mura cittadine.
La città di Bitola, invece, si impose sin dal medioevo come città commerciale. L’impressione da cui si viene colti passeggiando per le sue strette viuzze è quella di una magnifica fusione tra il mondo orientale e quello occidentale, esplosione di colori e di bazar, profumi di altri tempi che noi, visitatori provenienti da un occidente così vicino eppur così lontano, abbiamo ormai dimenticato da tempo oppure mai conosciuto.
Lo sguardo indaga con curiosità le case basse, dipinte con colori tenui che vanno dal rosa al beige, le merci esposte mi invitano a tirar fuori il denaro che ancora non ho imparato a maneggiare e che ho riposto in maniera un pò confusa in una delle tasche dei jeans.
Bitola è una città dalle mille leggendeUn pò magiche, un pò veritiere.
Una di queste riguarda la torre con l’orologio Saat Kula,la cui esistenza è dimostrata da documenti risalenti al XVI secolo ma, mancando una descrizione particolareggiata e precisa, non si può essere sicuri che si tratti della stessa costruzione. Secondo l’opinione di molti Saat Kula è stato costruito nel 1830, contemporaneamente alla chiesa di Sv. Dimitrija. La tradizione popolare riferisce che le autorità turche confiscarono ai contadini 60.000 uova che, unite alla malta, furono poi utilizzate per costruire la torre.
La vera attrazione di Bitola è, senza dubbio, la sua ćaršija (mercato antico) che è una delle meglio conservate, con i suoi circa 600 negozi.
La sua storia si perde nei secoli, infatti bisogna fare un salto indietro fino all’edificazione della prima moschea da parte delle autorità ottomane per trovare la sua data di costruzione (XIV secolo).
I turchi, dopo l’occupazione di Bitola, costruirono tekii (monasteri musulmani), amami (bagni turchi), bezisteni (mercati coperti), imareti (cucine pubbliche).
Nel corso del XV secolo la ćaršija si sviluppò moltissimo grazie all’intensa attività commerciale con Venezia e Bitola diventò una città dal sapore sempre più orientale.
La fine della dominazione turca e le due guerre balcaniche segnarono l’inizio della decadenza del mercato antico poiché parte di esso fu demolito all’indomani della liberazione della città.
Una legge, giunta solo nel 1967, fu emanata per proteggere ciò che restava: 27 strade, 604 negozi, Bezisten (il mercato coperto), Deboj (bagno turco risalente al XVII secolo) ed il complesso della moschea Hadzi Bey.
Bezisten è il mercato coperto di Bitola, costruito dai Turchi nel XVI secolo. Ospitava ben 86 botteghe che offrivano ogni sorta di stoffa o prodotto tessile. Il suo aspetto è rimasto intatto fino alla seconda guerra mondiale quando è stato previsto il suo ampliamento e seriamente danneggiato. Negli ultimi tempi molti negozietti e ristoranti hanno ridato colore a questa superba opera architettonica.
Nel museo di Bitola è possibile visitare il memorial dedicato a Kemal Ataturk che trascorse i primi anni della sua vita in Macedonia e completò i suoi studi liceali proprio a Bitola. Un vecchio proverbio recita:
“Senza Napoleone, senza de Gaulle ci sarebbe stata di sicuro la Francia
Ma senza Ataturk non ci sarebbe stata nessuna Turchia”.
La chiesa di S.Demetrio fu costruita intorno al 1830 quando gli Ottomani, dopo secoli di divieto, diedero il permesso di costruire delle chiese per tenere a bada il malcontento della popolazione. La concessione, però, includeva l’ordine di non adornare la facciata con decorazioni e di edificare il pavimento circa un metro al di sotto del livello del suolo in modo che l’edificio fosse poco visibile e non dominasse lo scenario cittadino.
Da non perdere sono il cimitero ebraico (risalente al 1497), il più antico dei Balcani, e quello francese.
Storia ricchissima, monumenti ben preservati ed autentici, persone sorridenti e cibo incredibilmente gustoso e genuino (attenti alla linea!). Tutto questo e molto altro è Bitola. Un posto da visitare ed in cui ritornare.