Grande Guerra e prigionieri in Trentino

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Domenica 5 settembre 2021

Durante la Grande Guerra ciascun contendente ha dovuto gestire in condizioni critiche un alto numero di prigionieri. Da qualche anno il grande pubblico ha potuto conoscere la vicenda degli Italiani del Trentino e del Litorale (Trieste, Gorizia, Istria, …) che hanno vestito la divisa asburgica e hanno subito la prigionia nei territori dell’Impero russo. E’ invece pressoché sconosciuta la vicenda delle migliaia di prigionieri russi, serbi e romeni condotti in Trentino per realizzare, anche in condizioni estreme, opere utili all’esercito austro-ungarico, come forti, strade, linee ferroviarie

Se gli archivi forniscono materiali, sono però poche le prove fotografiche: in parte per via dello scarso interesse a fotografare questi uomini e in parte perché l’utilizzo di questa manodopera forzata era contrario alle convenzioni internazionali sullo status dei prigionieri. “Le immagini, provenienti da archivi pubblici e privati, ce li mostrano al lavoro, impegnati in faticosi traini o nel trasporto di materiali verso le postazioni di alta quota, coinvolti nei lavori agricoli nei campi, talvolta colti in momenti di riposo presso i baraccamenti o mentre consumano il rancio. Spesso li vediamo immersi in ambienti innevati, con abiti e mezzi inadeguati: i loro volti affaticati testimoniano la fame e la fatica di cui troviamo traccia anche in alcune memorie di donne e civili che assistono e talvolta cercano di porre parziale rimedio alle misere condizioni in cui furono costretti a vivere”. (presentazione della mostra “Gli ultimi della Grande Guerra. Prigionieri serbi e russi sul fronte alpino”. Museo Storico Italiano della Guerra).

Grazie al lavoro degli storici e alla sensibilità di Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa e del Museo della Guerra di Rovereto che ha allestito una mostra fotografica, questa vicenda sta assumendo contorni più definiti. La nostra proposta suggerisce così la lettura di una pagina di Storia che unisce il nostro Paese al mondo che sta ad Est. Se l’attenzione si posa d’abitudine sulle vicende interne, non dobbiamo infatti dimenticare numerosi fenomeni e contesti della Prima Guerra Mondiale che ci legano a quella realtà: dalla presenza di truppe bosniache sul fronte italiano al salvataggio da parte del nostro esercito degli stremati soldati serbi in precipitosa e drammatica fuga dal loro Paese occupato. Un’iniziativa ricca di spunti, dunque, che aumenta la consapevolezza dei nostri forti legami con i Balcani e con l’Europa dell’Est.

         PROGRAMMA DI VISITA

Arrivo a Rovereto (TN) con mezzi propri. La nostra giornata inizia con la visita guidata al Museo Storico Italiano della Guerra, dove ci concentriamo su aspetti umani, sociali, economici e culturali della Grande Guerra e visitiamo la mostra fotografica dedicata ai prigionieri russi, serbi e romeni. Ci trasferiamo poi sopra Levico Terme, dove, nel pomeriggio, raggiungiamo con una passeggiata il Forte Busa Granda, la “guardia di ferro” della Valsugana. Realizzato a 1.500 mt di altezza dai prigionieri di guerra russi nella primavera del 1915, aveva l’obiettivo di sbarrare al Regio Esercito Italiano l’accesso alla cosiddetta “Fortezza di Trento”. Qui riprendiamo il filo della vicenda dei prigionieri trasferiti in Trentino e ragioniamo sulle modifiche del territorio e della realtà socioeconomica provocate dalla costruzione del sistema difensivo antiitaliano già nell’ultimo scorcio del ‘800, quando l’lmpero austro-ungarico e il Regno d’Italia erano alleati! Un po’ di relax lungo la riva del Lago di Levico ci dà modo di salutarci di fronte ad un buon caffè, per poi rientrare nei luoghi di provenienza.

Foto: Museo Storico Italiano della Guerra

NOTA: Il programma può essere soggetto a variazioni, sia prima che durante il viaggio, per ragioni sanitarie, in base alle condizioni climatiche, alle regole e alle indicazioni di qualunque genere imposte dalle autorità, alle condizioni della circolazione stradale e dei mezzi di trasporto utilizzati, alle regole di accesso imposte dai siti di visita, alle festività, alle esigenze dei viaggiatori e delle strutture che ospitano il gruppo di viaggiatori e per sopravvenuta indisponibilità di uno o più guide e partner.

In conseguenza delle disposizioni assunte dalle autorità per far fronte alla pandemia, i partecipanti dovranno essere muniti dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) previsti dalle norme vigenti e dovranno rispettare le regole di distanziamento sociale prescritte.


QUOTA DI PARTECIPAZIONE

MINIMO 8 PARTECIPANTI EURO 59,00

MINIMO 12 PARTECIPANTI EURO 49,00

Iscrizione annuale all’Associazione Viaggiare i Balcani da saldare in viaggio: € 10


La quota di partecipazione COMPRENDE:

. Presenza di un mediatore culturale, membro dell’associazione Viaggiare i Balcani

. Ingressi con visita guidata: Museo Storico Italiano della Guerra e Forte Busa Granda

. Assicurazione medica

La quota di partecipazione NON COMPRENDE: Pranzo #Extra personali # Tutto quanto non specificato ne “La quota di partecipazione comprende”.

PRANZO IN RISTORANTE PRENOTABILE AL MOMENTO DELL’ISCRIZIONE: Piatto tipico con costine al forno, formaggio fuso, polenta e funghi + crostata di mele, acqua in caraffa e pane / Possibilità di menù vegetariano su richiestaEuro 15 a persona

DOCUMENTI DI VIAGGIO NECESSARI: carta d’identità in corso di validità.


Iscrizioni sino ad esaurimento posti entro il 20.08.2021

MINIMO 8 PARTECIPANTI, MASSIMO 14 PARTECIPANTI

SALDO AL MOMENTO DELL’ISCRIZIONE

Per informazioni e adesioni presso l’AGENZIA VIAGGI ETLI:

Sig. DANIELE BILOTTA – 0464-43.15.07 (ore 9.00-15.00) – daniele@etlitn.it

indicando in oggetto “Prigionieri degli Asburgo”

Per informazioni è possibile contattare

Sig. LEONARDO BARATTIN – 328.19.39.823

membro dell’associazione Viaggiare i Balcani e curatore dell’itinerario


ORGANIZZAZIONE TECNICA

Agenzia Viaggi ETLI-TN, Soc. Coop Rovereto – Corso Rosmini, 82\A 38068 Rovereto (Tn)

N. Reg. A157038 – Compagnia assicurativa: UNIPOL / Num. polizza: 1949 65 50623055

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